Giuseppe Lombardo nominato procuratore aggiunto della Direzione nazionale antimafia: prestigioso incarico per il magistrato calabrese

Autore Giorgia Rieto | mer, 04 nov 2026 13:48 | Giuseppe-Lombardo

Il Plenum del Consiglio superiore della magistratura ha deliberato la nomina dopo l'indicazione unanime della Quinta Commissione

Nuovo e prestigioso incarico per il magistrato Giuseppe Lombardo, nominato procuratore aggiunto della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo (Dna). La decisione è arrivata dal Plenum del Consiglio superiore della magistratura, dopo che lo scorso agosto la Quinta Commissione aveva indicato all'unanimità il suo nome.

Un riconoscimento importante per un magistrato originario di Monasterace, nella Locride, che ha dedicato gran parte della propria carriera professionale al contrasto della criminalità organizzata calabrese, maturando una profonda conoscenza delle dinamiche e degli equilibri della 'ndrangheta.

Entrato in magistratura nel 1997, Lombardo ha iniziato il proprio percorso professionale nel 1999 come sostituto procuratore a Vibo Valentia, incarico ricoperto fino al 2006. Successivamente è arrivato a Reggio Calabria, dove ha assunto il ruolo di sostituto procuratore presso la Direzione distrettuale antimafia.

Nel 2017 è stato nominato procuratore aggiunto, consolidando ulteriormente il proprio ruolo all'interno della magistratura reggina. Ha inoltre ricoperto le funzioni di procuratore facente funzioni a Reggio Calabria dopo il trasferimento di Giovanni Bombardieri alla Procura di Torino e prima dell'arrivo di Giuseppe Borrelli.

Un'esperienza investigativa di primo piano

Nelle motivazioni che accompagnano la proposta di nomina, il Csm ha evidenziato il «solido percorso professionale» del magistrato, sottolineando soprattutto la sua esperienza nelle indagini sulla criminalità organizzata.

Lombardo è stato infatti componente e coordinatore della Dda di Reggio Calabria per oltre 18 anni, maturando una competenza specifica e particolarmente approfondita sui fenomeni criminali che interessano la Calabria.

Nel corso della sua attività ha seguito alcune delle più importanti inchieste sulle cosche calabresi, approfondendo non soltanto gli assetti interni della 'ndrangheta, ma anche i rapporti con ambienti economici, istituzionali e con settori della massoneria deviata.

Un lavoro investigativo che ha contribuito a ricostruire le relazioni tra criminalità organizzata, cosiddetti colletti bianchi e centri di potere, facendo emergere la complessità delle reti di influenza che caratterizzano i sistemi criminali più articolati.

Dal processo 'Ndrangheta stragista alle nuove responsabilità nazionali

Tra i procedimenti più rilevanti seguiti dal magistrato figura anche il processo 'Ndrangheta stragista, una delle inchieste più delicate sulla stagione delle stragi mafiose degli anni Novanta e sui presunti rapporti tra Cosa nostra e 'ndrangheta.

Il procedimento ha riguardato gli omicidi dei carabinieri Antonino Fava e Vincenzo Garofalo, uccisi il 18 gennaio 1994 in Calabria, nell'ambito della strategia stragista che interessò il Paese.

Nelle scorse settimane, il processo d'appello si è concluso con la condanna all'ergastolo di Giuseppe Graviano, boss di Brancaccio, e Rocco Santo Filippone, esponente della cosca Piromalli, imputati per il duplice omicidio.

Con la nomina alla Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo si apre ora per Giuseppe Lombardo una nuova fase professionale, caratterizzata da responsabilità di rilievo nazionale.

Il suo percorso, profondamente legato alla lotta alla criminalità organizzata in Calabria, rappresenta un passaggio significativo anche per il territorio reggino e per la Locride, da cui proviene il magistrato.

Dalle indagini condotte nelle procure calabresi a un incarico ai vertici della struttura nazionale impegnata nel contrasto alle mafie e al terrorismo: un percorso che porta l'esperienza maturata sul campo a confrontarsi con le sfide investigative dell'intero Paese.

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