«Basta travestimenti da demoni, vestite i bambini da Santi»: lo sfogo social di don Giovanni Zampaglione

Autore Giorgia Rieto | dom, 01 nov 2026 15:45 | Don-Giovanni-Zampaglione Halloween

Per il parroco di Masella la risposta passa da un invito preciso: scegliere la luce e far conoscere ai bambini la bellezza dei Santi

Dopo la notte del 31 ottobre, resta attuale il confronto sul significato di Halloween. Tra travestimenti, feste e tradizioni, il parroco di Masella, Don Giovanni Zampaglione, molto attivo sui social, ha scelto di prendere posizione invitando le famiglie a riscoprire Holyween: «Travestite i vostri figli da Santi».

Anche quest'anno Halloween ha animato le strade, le piazze e le abitazioni, con bambini travestiti da scheletri, streghe, zombie e personaggi mostruosi, pronti a vivere la tradizionale notte del dolcetto o scherzetto. Una ricorrenza che, ormai da tempo, si è consolidata anche in Italia, ma che continua a dividere l'opinione pubblica tra chi la considera una semplice occasione di divertimento e chi, invece, non ne condivide lo spirito e il significato.

Una controversia che puntualmente si ripresenta alla fine di ottobre e che coinvolge soprattutto le famiglie, chiamate a scegliere se partecipare o meno a una festa che, negli anni, ha assunto dimensioni sempre più commerciali.

Tra le voci che anche in questa occasione hanno espresso una posizione contraria c'è quella di don Giovanni Zampaglione, parroco di Masella, sacerdote particolarmente presente sui social, che ha affidato a un lungo messaggio il proprio pensiero, lanciando un appello diretto ai genitori.

Le sue parole non lasciano spazio a interpretazioni: «TRAVESTITE I VOSTRI FIGLI DA SANTI!». Un invito forte, attraverso il quale il sacerdote propone di sostituire simbolicamente Halloween con Holyween, la cosiddetta notte dei Santi.

Nel suo intervento, don Zampaglione si interroga sul significato dei travestimenti scelti per i bambini e sulla necessità di proporre loro modelli differenti. «Perché sentiamo il bisogno di mascherare i nostri figli da creature di tenebra e di paura?», scrive, definendo Halloween una moda commerciale presentata come un gioco innocente, ma che, osservata attraverso gli occhi della fede e della responsabilità educativa, meriterebbe una riflessione.

La proposta del parroco è quella di guardare alla vigilia di Ognissanti da una prospettiva diversa, riscoprendo le figure dei Santi e i loro esempi di vita. Vestire una bambina da Santa Chiara, Santa Teresa o Santa Lucia, oppure un bambino da San Francesco, San Filippo Neri o San Carlo Acutis, rappresenterebbe, secondo il sacerdote, un modo per trasmettere valori e far conoscere ai più piccoli figure capaci di lasciare un segno.

«Vestire i propri figli da Santi invece che da demoni non è un semplice cambio di costume; è una scelta di campo», afferma nel messaggio, aggiungendo che attraverso questi gesti si può comunicare ai bambini un messaggio importante: «Tu sei fatto per cose grandi, sei fatto per il Cielo».

Don Zampaglione precisa che non si tratta di fare una guerra a una festa, ma di proporre qualcosa che, dal suo punto di vista, abbia un significato più profondo. Un invito ad andare controcorrente e a riscoprire il valore della fede anche attraverso piccoli gesti quotidiani.

Nel suo messaggio trova spazio anche un riferimento alla Chiesa, che il sacerdote vorrebbe mostrare come una realtà viva e giovane, capace di celebrare non la morte, ma la vita eterna. 

Il dibattito su Halloween, dunque, si rinnova ogni anno e va ben oltre maschere e decorazioni. Da una parte c'è chi vive la ricorrenza come un momento di spensieratezza, soprattutto per i bambini; dall'altra chi ritiene che non rappresenti una tradizione da condividere e preferisce proporre alternative legate alla propria sensibilità religiosa.

Una contrapposizione che difficilmente troverà una risposta condivisa, ma che continua ad alimentare discussioni, soprattutto sui social, dove ogni anno emergono posizioni differenti. Quella di don Giovanni Zampaglione è una presa di posizione chiara, che riporta al centro una domanda: Halloween è soltanto un gioco oppure, per alcune famiglie, è anche una questione di valori e di educazione?

Per il parroco di Masella la risposta passa da un invito preciso: scegliere la luce e far conoscere ai bambini la bellezza dei Santi.

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