L’ex assessore al Welfare interviene sull’inaugurazione dell’Équipe integrata sociosanitaria di via Diana
«L’EISS di Reggio Calabria non nasce oggi», afferma Nucera, ricordando che il 21 luglio 2025 Comune, Città Metropolitana e ASP avevano già formalizzato, attraverso la sottoscrizione di un protocollo istituzionale, un percorso di integrazione sociosanitaria. Un progetto fondato sulla presa in carico multidisciplinare e sulla realizzazione di progetti di vita personalizzati per le persone con disabilità.
Secondo l'ex assessore, anche la sede di via Diana era stata individuata, allestita e predisposta nell'ambito della precedente attività amministrativa. «Non siamo dunque di fronte alla nascita di un nuovo servizio o a una nuova progettualità, ma all'apertura di una sede già prevista nell'ambito di un'iniziativa precedentemente definita», precisa.
Nucera non nasconde la soddisfazione per l'apertura della struttura, ma ritiene necessario riconoscere il lavoro che ha portato alla sua realizzazione. «Vedere proseguire un progetto al quale ho dedicato impegno e convinzione è motivo di orgoglio. Ma proprio per questo ritengo importante riconoscere il lavoro che ne ha consentito la realizzazione».
Nel suo intervento richiama anche le altre iniziative sviluppate durante il mandato, in particolare il percorso delle dimissioni protette e dell'accoglienza temporanea, realizzato in collaborazione con l'ASP per assicurare continuità assistenziale alle persone fragili dopo il ricovero ospedaliero.
Un modello di integrazione sociosanitaria che, ricorda Nucera, ha ottenuto anche un riconoscimento nazionale, con il secondo posto al Premio Welfare Oggi 2025 di Bologna.
L'ex assessore rivolge inoltre un ringraziamento al dirigente Francesco Barreca e ai dipendenti del settore Welfare, sottolineando il contributo delle professionalità dell'ASP, all'epoca guidata da Lucia Di Furia, e della dottoressa Fortunata Tripodi.
Non manca una stoccata sulla comunicazione istituzionale delle iniziative portate avanti dall'amministrazione. Nucera richiama anche la vicenda degli assistenti educativi, sostenendo che non sempre venga restituito il giusto riconoscimento al lavoro precedentemente svolto.
«La continuità amministrativa non è una questione di appartenenza politica, ma di rispetto per le istituzioni e per chi vi lavora», dichiara, ribadendo la differenza tra inaugurare una sede e ideare, progettare e realizzare un servizio.
Infine, l'auspicio che l'EISS possa crescere ulteriormente attraverso nuove risorse e risultati concreti per le famiglie. Il messaggio conclusivo dell'ex assessore è chiaro: «Gli assessori cambiano, ma gli atti e il lavoro svolto restano».