CNA Calabria, allarme sulla riclassificazione delle imprese impiantistiche: «Servono regole chiare»

Autore Giorgia Rieto | gio, 29 ott 2026 07:05 | Cna Calabria

Il presidente Giovanni Cugliari contesta l’indirizzo dell’Istituto e chiede un intervento urgente

È scontro tra CNA Calabria e INPS sulla riclassificazione delle imprese artigiane del settore impiantistico. Al centro della contestazione ci sono le comunicazioni inviate dall’Istituto alle aziende interessate, che potrebbero comportare modifiche al loro inquadramento statistico-contributivo. Una questione che, secondo l’associazione di categoria, rischia di mettere in discussione la specificità professionale degli impiantisti e di generare nuove incertezze per le imprese.

A prendere posizione è il presidente di CNA Calabria, Giovanni Cugliari, che definisce la situazione «gravissima» e chiede il superamento dell’indirizzo adottato dall’INPS.

La vicenda nasce dal messaggio INPS n. 3145 del 5 ottobre 2026, relativo ai codici di autorizzazione delle imprese. Il 23 ottobre sono state inviate comunicazioni via PEC alle aziende inquadrate nei codici statistico-contributivi 4.13.06, 4.13.07 e 4.13.08, con indicazioni riguardanti il cambio del codice autorizzativo e la possibilità di dichiarare l’attività prevalentemente svolta.

CNA Calabria precisa che non si tratta di una riclassificazione automatica di tutte le imprese impiantistiche, ma contesta l’impostazione generale e le possibili conseguenze sui singoli operatori.

«Non si cambia la classificazione di un’impresa con una PEC», sottolinea Cugliari, evidenziando come le aziende che installano e manutengono impianti non possano essere assimilate indistintamente alle imprese di costruzioni. Attività, organizzazione produttiva e competenze professionali, secondo CNA, devono essere adeguatamente riconosciute.

La richiesta di rispettare la specificità degli impiantisti

Per l’associazione, la questione riguarda il corretto riconoscimento delle imprese artigiane alla luce della legge quadro n. 443 del 1985. In particolare, CNA Calabria chiede che venga valorizzata la specificità delle attività di installazione degli impianti e che l’attività prevalente risultante dalla visura camerale non venga trascurata a favore di un’assimilazione generalizzata al comparto delle costruzioni.

«Parliamo di imprese che assicurano sicurezza degli edifici, efficienza energetica, manutenzione e innovazione. Sono competenze essenziali per la qualità dell’abitare e per la competitività del territorio», afferma il presidente. Da qui la richiesta alle istituzioni di garantire maggiore chiarezza e stabilità normativa, evitando ulteriori difficoltà burocratiche per chi opera nel settore.

I chiarimenti dell’INPS non bastano

Un ulteriore elemento della vicenda è rappresentato dal messaggio INPS n. 3422 del 23 ottobre, che ha fornito chiarimenti sugli aspetti operativi della procedura. Per le attività considerate su immobili civili e industriali già esistenti, la prevalenza può essere individuata sulla base del 51% dell’ultimo fatturato. È stato inoltre precisato che la dichiarazione di responsabilità può essere trasmessa senza un termine di decadenza.

Indicazioni che, pur contribuendo a chiarire alcuni passaggi, non sono sufficienti, secondo CNA Calabria, a superare le criticità legate all’impostazione generale del provvedimento.

L’associazione chiede quindi all’INPS e ai Ministeri competenti di intervenire con urgenza, superando l’indirizzo contenuto nel messaggio n. 3145 e assicurando un inquadramento coerente con le attività effettivamente svolte dalle aziende.

Assistenza alle imprese in tutta la Calabria

Nel frattempo, CNA Calabria ha annunciato la piena disponibilità della propria rete territoriale. Tutte le sedi provinciali e territoriali saranno a disposizione delle imprese interessate per esaminare le PEC ricevute, verificare le singole posizioni e accompagnare gli imprenditori nella valutazione degli adempimenti richiesti.

Le aziende sono invitate a rivolgersi agli uffici CNA prima di procedere con dichiarazioni o altre iniziative, così da ricevere un supporto adeguato alla propria situazione.

«Non lasceremo sole le imprese. La Calabria ha bisogno di sostenere chi lavora, produce e crea occupazione, non di aggiungere ostacoli burocratici. Su questa vicenda CNA Calabria porterà avanti una posizione ferma in ogni sede istituzionale competente», conclude Giovanni Cugliari.



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