L'iniziativa è inserita nell'ambito dell’undicesima edizione del Festival Nazionale del Cabaret "Facce da Bronzi"
L’arte del riciclo, la comicità e l’innovazione tecnologica si incontrano a Reggio Calabria con l'apertura, nelle sale del Castello Aragonese, della mostra "Eco-Teatro", evento espositivo di punta dell’undicesima edizione del Festival Nazionale del Cabaret "Facce da Bronzi". L’iniziativa, promossa dall’associazione Calabria Dietro le Quinte, propone dal 27 al 30 ottobre un itinerario che unisce la scultura all'esperienza multimediale immersiva, mettendo al centro la sostenibilità ambientale e il talento dei giovani del territorio.
A illustrare la struttura del percorso è il presidente dell’associazione, Giuseppe Mazzacuva, che evidenzia il dialogo tra i manufatti realizzati dagli allievi del liceo artistico Preti-Frangipane e le installazioni drammaturgiche dell’associazione Adexo, definendolo «un percorso che unisce il classico alla sperimentazione teatrale contemporanea attraverso le nuove forme di tecnologie digitali». Una sinergia formativa confermata dalla docente Loredana Scopazzo, la quale ha ribadito l'impegno didattico nel «promuovere pratiche che rispettino l'ambiente e facciano crescere i nostri studenti all'insegna di un'attenzione particolare a tutto quello che è il bene comune».
I materiali di scarto e riuso hanno preso nuova forma attraverso maschere e scenografie realizzate per la tragedia greca Elena di Euripide. Come racconta lo studente Riccardo Primerano, la lavorazione di queste opere destinate alla scena teatrale ha rappresentato «un'esperienza molto importante che ci ha arricchito moltissimo». Il valore etico dell'esposizione è stato sottolineato anche da Daniela Neri, responsabile del Settore Cultura del Comune di Reggio Calabria, che ha spiegato come il cuore del progetto risieda nel «far rivivere il materiale riciclato, trasformando la protezione dell'ambiente e del pianeta nella massima espressione della bellezza».
A completare l'allestimento è la dimensione sensoriale curata dalla drammaturga Katia Colica, che parla di «un viaggio all'interno delle arti che si contaminano e si incrociano», dove tra suoni, visioni e visori digitali si crea «un luogo immersivo che rappresenta il teatro», restituendo a ogni visitatore una narrazione dinamica e suggestiva.