Porto di Gioia Tauro, visita istituzionale del procuratore di Palmi Emanuele Crescenti

Autore Giorgia Rieto | ven, 09 ott 2026 11:31 | Gioia-Tauro Porto-Di-Gioia-Tauro

Confronto su sicurezza, controlli e prospettive di sviluppo dello scalo

Visita istituzionale al Porto di Gioia Tauro per il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Palmi, Emanuele Crescenti, accompagnato da una delegazione di magistrati della Procura.

Ad accogliere gli ospiti sono stati il presidente dell’Autorità di Sistema portuale, Paolo Piacenza, il comandante della Capitaneria di Porto, Nicola Silvestri, e il comandante del Gruppo della Guardia di Finanza di Gioia Tauro, tenente colonnello Ivan Conidi.

L’incontro, ospitato nella sala polifunzionale della Capitaneria di Porto, è stato l’occasione per approfondire le caratteristiche dello scalo, le attività operative, i programmi di sviluppo e il sistema di controlli che garantisce sicurezza e legalità all’interno di una delle infrastrutture strategiche per i traffici internazionali nel Mediterraneo.

Nel corso del confronto, i rappresentanti delle istituzioni hanno illustrato le principali attività portuali, gli interventi programmati e il lavoro svolto quotidianamente attraverso la collaborazione tra gli organismi preposti alla vigilanza e alla sicurezza.

«La presenza del Procuratore della Repubblica di Palmi e dei magistrati della Procura rappresenta un’occasione importante di confronto e di conoscenza diretta della realtà portuale di Gioia Tauro», ha dichiarato il presidente Paolo Piacenza, sottolineando il valore della collaborazione istituzionale per accompagnare la crescita dello scalo e rafforzare le condizioni di sicurezza e trasparenza.

La visita è proseguita con un sopralluogo operativo. A bordo di una motovedetta della Capitaneria di Porto, la delegazione ha potuto osservare dal mare le infrastrutture, le banchine e le aree dedicate alle attività portuali.

Successivamente, il gruppo ha raggiunto via terra il piazzale dello scalo, dove sono state illustrate le procedure di ispezione dei container attraverso lo scanner dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e l’impiego delle unità cinofile della Guardia di Finanza.

Un percorso che ha consentito ai magistrati di conoscere direttamente strumenti e modalità operative del sistema di controllo del porto, confermando il ruolo centrale della sinergia tra le istituzioni nella tutela della legalità e nella sicurezza di un’infrastruttura fondamentale per l’economia e i collegamenti commerciali internazionali.


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