osenza è la provincia con il maggior numero di illeciti. Preoccupano anche incendi boschivi, rifiuti, cemento e reati contro gli animali
La Calabria si colloca al quarto posto tra le regioni italiane per numero di reati ambientali, preceduta da Campania, Sicilia e Puglia. È quanto emerge dal Rapporto Ecomafia 2026 di Legambiente, che fotografa la situazione dell’illegalità ambientale registrata nel corso del 2025.
Secondo i dati contenuti nel rapporto, in Calabria sono stati accertati 2.862 reati ambientali, pari all’8% del totale nazionale. Sono state denunciate 2.144 persone, mentre 22 sono state arrestate. Complessivamente sono stati effettuati 467 sequestri.
Sul fronte degli illeciti amministrativi, il rapporto registra 5.157 violazioni, accompagnate da 3.722 sanzioni amministrative. I controlli effettuati sul territorio regionale sono stati 128.631.
Cosenza provincia più colpitaA guidare la graduatoria provinciale calabrese è Cosenza, con 1.092 reati ambientali, dato che colloca la provincia al quinto posto nella classifica nazionale.
Seguono Reggio Calabria, con 628 reati, Crotone con 391, Vibo Valentia con 350 e Catanzaro con 276.
Numeri che evidenziano una distribuzione capillare del fenomeno sul territorio regionale, con Cosenza e Reggio Calabria che concentrano una parte significativa degli illeciti complessivamente accertati.
Cemento illegale, Calabria quarta in ItaliaParticolarmente significativo è il dato relativo al ciclo illegale del cemento. La Calabria si colloca al quarto posto nazionale con 588 reati, pari al 7,3% degli 8.034 reati registrati complessivamente in Italia.
Anche in questo caso è Cosenza la provincia con il maggior numero di violazioni, con 174 reati. Seguono Reggio Calabria con 121, Vibo Valentia con 91, Catanzaro con 69 e Crotone con 45.
Il dato regionale conferma quindi la presenza di una consistente quota di illegalità legata alla gestione e alla trasformazione del territorio.
Rifiuti, 731 reatiNel ciclo illegale dei rifiuti la Calabria occupa invece il sesto posto nazionale. Nel 2025 sono stati rilevati 731 reati, pari al 6,7% del totale nazionale di 10.633.
La provincia più interessata è ancora una volta Cosenza, con 174 reati, seguita da Reggio Calabria con 151, Catanzaro con 147, Vibo Valentia con 119 e Crotone con 103.
Un quadro che restituisce la dimensione di un fenomeno che continua a interessare diverse aree della regione e che coinvolge tanto i grandi centri quanto i territori provinciali.
Reati contro gli animali: Calabria terzaSale invece al terzo posto nazionale la Calabria nella graduatoria relativa all'illegalità contro gli animali.
Sono 659 i reati accertati, pari al 9,5% del totale nazionale. A guidare la graduatoria regionale è Reggio Calabria, con 267 reati, seguita da Cosenza con 161, Crotone con 106, Vibo Valentia con 106 e Catanzaro con 19.
Un dato che contribuisce in maniera significativa al peso complessivo dell'illegalità ambientale registrata sul territorio calabrese.
Arte rubata, Calabria quarta con la PugliaUn altro settore monitorato dal rapporto è quello dei furti e delle violazioni ai danni del patrimonio artistico. La Calabria si colloca al quarto posto, a pari posizione con la Puglia, con 221 reati su 512 controlli, pari al 9,7% dei reati registrati a livello nazionale.
Incendi, oltre 16 mila ettari percorsi dal fuocoTra i dati più preoccupanti contenuti nel rapporto c'è quello relativo agli incendi boschivi e di vegetazione.
La Calabria si colloca al secondo posto nella classifica regionale, con 612 incendi e una superficie complessiva andata in fumo pari a 16.951 ettari. Il fenomeno assume dimensioni particolarmente rilevanti considerando che, secondo i dati riportati, sono stati 765 gli eventi complessivamente investigati, con oltre 16 mila ettari percorsi dal fuoco, di cui circa 10 mila ettari di superficie boscata.
Particolarmente significativo anche il dato relativo alla possibile origine dolosa degli incendi: su 765 roghi censiti, 656 sono stati formalmente classificati come dolosi già nella prima informativa di reato trasmessa alle Procure della Repubblica.
Cosenza e Reggio Calabria al centro dell'emergenzaL'analisi territoriale evidenzia una forte concentrazione degli eventi soprattutto nelle province di Cosenza e Reggio Calabria. La prima registra 393 eventi, mentre la seconda ne conta 98.
Gli incendi hanno interessato anche aree di particolare pregio naturalistico, coinvolgendo i territori dei Parchi nazionali del Pollino, della Sila e dell'Aspromonte.
I numeri del Rapporto Ecomafia 2026 restituiscono dunque una fotografia articolata dell'illegalità ambientale in Calabria: dai rifiuti al cemento, dai reati contro gli animali alla tutela del patrimonio artistico, fino alla piaga degli incendi.
Un quadro nel quale la regione mantiene un peso rilevante nel panorama nazionale e che pone al centro la necessità di controlli, prevenzione e tutela del territorio, soprattutto nelle aree caratterizzate da maggiore fragilità ambientale.