Gli incivili tornano a colpire, pulire non basta. Immondizia sui marciapiedi e passaggi trasformati in discariche
Rifiuti, materiali di risulta e ingombranti scaricati senza alcun rispetto delle regole proprio all’ingresso del Rione Marconi. Marciapiedi occupati, passaggi impediti e cittadini costretti a spostarsi sulla carreggiata per poter transitare. Una scena che restituisce ancora una volta l’immagine di una città dove, accanto a chi chiede pulizia e decoro, c'è chi continua a comportarsi come se gli spazi pubblici fossero una discarica privata.
È un comportamento incivile e intollerabile, che non può essere giustificato in alcun modo. Abbandonare rifiuti e materiali di risulta sul marciapiede significa arrecare un danno alla collettività, creare un ostacolo alla circolazione e costringere il Comune a intervenire per rimuovere ciò che qualcuno ha deciso di scaricare abusivamente.
Il problema, però, non può essere affrontato soltanto a valle, con la rimozione dei rifiuti. Occorre intervenire a monte, individuando chi sporca.
Il sindaco Francesco Cannizzaro ha messo in campo un piano di pulizia della città che punta a restituire decoro alle strade e ai quartieri. Un'azione che deve essere sostenuta e accompagnata, però, da un altrettanto deciso rafforzamento dei controlli. Perché non avrebbe senso pulire oggi se domani qualcuno è libero di tornare a scaricare rifiuti nello stesso posto.
E c'è poi il capitolo Tari. Se una parte dei cittadini paga regolarmente la tassa sui rifiuti, è doveroso chiedersi quanti di coloro che producono e abbandonano rifiuti siano effettivamente in regola con la propria posizione.
Da qui la richiesta che arriva dai residenti: più controlli, più sanzioni e più rigore.
Non si tratta di una caccia indiscriminata al cittadino, ma della necessità di far rispettare le regole e di garantire equità a chi paga regolarmente. Chi evade la Tari, infatti, non danneggia soltanto le casse pubbliche: scarica indirettamente sugli altri contribuenti il costo di un servizio che dovrebbe essere sostenuto da tutti.
La richiesta è semplice e concreta: un censimento capillare delle utenze, controlli sul territorio e verifiche puntuali, naturalmente nel rispetto delle procedure e della normativa vigente.
I residenti chiedono che vengano individuati i cosiddetti “furbetti”, sia tra chi non sarebbe in regola con la Tari sia tra coloro che abbandonano materialmente i rifiuti.
Perché una città pulita non si costruisce soltanto con camion, operatori ecologici e interventi straordinari. Si costruisce anche attraverso regole rispettate, controlli efficaci e sanzioni per chi le viola.
Il caso del Rione Marconi deve quindi rappresentare un campanello d'allarme. Gli uffici comunali competenti e gli organi deputati ai controlli sono chiamati a fare la propria parte.
Pulire è necessario. Controllare è indispensabile. Sanzionare chi sporca e viola le regole è altrettanto importante.
I cittadini perbene chiedono semplicemente questo: che a pagare il conto non siano sempre e soltanto quelli che rispettano le regole.