Reggio TV Notizie
OPEN ×

Dialisi, FINTRED: «Basta emergenze scaricate sui pazienti. Se necessario, torneremo in piazza»

Autore Redazione Web | mar, 01 set 2026 20:30 | Dialisi Fintred Pazienti

A Reggio Calabria mancano 29 posti rene e alcuni pazienti sono costretti a spostarsi anche fuori regione

"Un medico che si ammala e otto pazienti costretti a trovare un passaggio per raggiungere un altro centro dialisi. Un guasto all'impianto di osmosi inversa che riduce le postazioni disponibili e costringe a riorganizzare il servizio. E, sullo sfondo, una carenza strutturale di posti rene che da anni obbliga pazienti dializzati a spostarsi dalla propria città, arrivando in alcuni casi persino a varcare lo Stretto.

Sono gli ultimi episodi che riportano l'attenzione sulle fragilità della rete nefrodialitica calabrese, dove troppo spesso le difficoltà organizzative finiscono per tradursi in ulteriori sacrifici per chi è costretto a sottoporsi alla dialisi tre volte alla settimana.

La vicenda di Nicotera, con otto pazienti indirizzati all'improvviso verso Tropea per l'assenza del medico, e quella di Crotone, dove un grave guasto all'impianto di osmosi inversa ha determinato una temporanea riduzione delle postazioni, sono episodi diversi ma rivelatori dello stesso problema: una rete sanitaria essenziale non può dipendere dalla capacità dei pazienti di trovare autonomamente una soluzione quando qualcosa si rompe o viene meno.

Ma il caso più emblematico resta quello di Reggio Calabria.

A Reggio mancano 29 posti rene

La stessa ASP di Reggio Calabria ha riconosciuto formalmente la carenza di 29 posti rene nel Comune di Reggio Calabria.

Nell'attesa che la Regione dia finalmente seguito alla necessaria riprogrammazione della rete nefrodialitica, ai pazienti reggini viene chiesto di spostarsi verso Melito Porto Salvo o Scilla.

Una situazione che, in alcuni casi, arriva all'assurdo: ci sono pazienti costretti a rivolgersi a Messina per poter effettuare la dialisi.

La carenza di posti rene, dunque, non viene risolta: viene semplicemente trasferita sulle gambe dei pazienti.

E mentre ai dializzati viene chiesto di affrontare decine di chilometri tre volte alla settimana, anche i medici e il personale sanitario sono costretti a sostenere una rete sempre più difficile da organizzare, con turni, sostituzioni e carichi di lavoro che rischiano di trasformare l'emergenza in normalità.

 

Dieci anni di rimpallo tra Regione e ASP

È una situazione che FINTRED denuncia da anni.

Da oltre un decennio, sulla rete nefrodialitica dell'area reggina, si assiste a un rimpallo di responsabilità tra ASP e Regione Calabria, mentre il problema rimane irrisolto e il costo delle decisioni non assunte viene sostenuto dai pazienti.

Un confronto istituzionale che è arrivato anche in Commissione di Vigilanza della Regione Calabria il 30 gennaio 2025, quando l'allora Direttore Generale del Dipartimento Tutela della Salute, Dott. Tommaso Calabrò, aveva assunto, a nome del Presidente della Regione, l'impegno a predisporre un DCA destinato a superare definitivamente l'impasse.

Quel DCA non è mai arrivato.

Nel frattempo, però, i dializzati hanno continuato a viaggiare.

L'appello al nuovo sindaco di Reggio Calabria

FINTRED rivolge ora un appello anche al nuovo sindaco Francesco Cannizzaro, che in queste prime settimane di mandato ha assunto iniziative su numerosi dossier che riguardano la città, dall'aeroporto alla Reggina, dalla questione dei rifiuti alle festività mariane.

Questioni importanti per la comunità reggina, alle quali si aggiunge però una realtà molto meno visibile: quella dei cittadini dializzati che non possono curarsi nella propria città.

Il sindaco non ha competenza diretta sulla programmazione sanitaria regionale, ma può svolgere un ruolo istituzionale importante nel rappresentare alla Regione le esigenze dei propri concittadini.

FINTRED chiede quindi che anche questa voce venga ascoltata.

«Se per essere ascoltati dobbiamo portare i pazienti in piazza, siamo pronti a farlo»

Dopo anni di segnalazioni, incontri e richieste rimaste senza una soluzione definitiva, FINTRED non intende arretrare.

L'associazione lo ha già dimostrato recentemente, portando direttamente in piazza i pazienti per rendere visibile una condizione che troppo spesso rimane confinata nelle stanze degli uffici e nelle carte amministrative.

E, se sarà necessario, è pronta a farlo nuovamente.

Perché la dialisi non è una prestazione sanitaria qualunque: è una terapia salvavita.

Un paziente dializzato non può essere chiamato ogni volta a trovare da solo un medico sostitutivo, un'automobile, un familiare disponibile, un posto in un altro centro o, addirittura, un'altra Regione.

La sanità deve organizzarsi prima che il problema arrivi al paziente.

E soprattutto, la carenza di posti rene non può continuare a essere trasformata in una migrazione sanitaria permanente", così in una nota Francesco Puntillo Coordinatore regionale Fintred Calabria.                                                                                                                            

                                                                                                                                                                                                           

Aggiornamenti e notizie