Reggio Calabria, La Strada: «Spostarsi in bus è diventato un lusso»

Autore Giorgia Rieto | sab, 29 ago 2026 14:32 | Trasporti Reggio-Calabria La-Strada

Tariffe ATAM, mobilità scolastica e corse serali e notturne al centro della denuncia del Movimento. Guarniera e Chirico: «Serve una rivoluzione del trasporto pubblico»

A Reggio Calabria spostarsi con i mezzi pubblici rischia di diventare un lusso. A sollevare nuovamente la questione è il Movimento La Strada, che da anni pone al centro del dibattito cittadino il tema di una mobilità pubblica accessibile, sostenibile e realmente alternativa all’utilizzo dell’auto privata. Una proposta che, spiegano Livia Guarniera e Rosy Chirico, è stata inserita anche nel programma del Movimento in vista delle elezioni comunali del 2026.

Il quadro presenta luci e ombre. Sul fronte della sostenibilità ambientale, La Strada riconosce i passi avanti compiuti grazie al recente ampliamento e rinnovamento della flotta degli autobus, con mezzi più moderni e a basse emissioni. Un intervento giudicato positivo e nella direzione giusta. È però il costo del servizio a suscitare le maggiori perplessità.

Secondo i dati riportati dal Movimento sulla base delle tariffe ATAM, l’abbonamento annuale urbano costa oggi 495,10 euro, quello trimestrale 136,10 euro, il mensile 49,50 euro e il settimanale 14,40 euro. A incidere ulteriormente sul costo del trasporto pubblico è stato l’adeguamento tariffario disposto dalla Regione Calabria dal 1° febbraio 2026, con aumenti del 20% sui titoli urbani e del 30% su quelli extraurbani su gomma.

La Strada ricorda anche una misura adottata nel 2023 dal Comune di Reggio Calabria attraverso i fondi PON Metro REACT EU. In quell'occasione l’abbonamento annuale era stato portato a 82 euro, rispetto ai 410 euro allora previsti. Una misura che aveva rappresentato un importante incentivo all’utilizzo del trasporto pubblico, ma che, una volta esaurite le risorse disponibili, non è stata strutturalmente confermata.

«Con simili tariffe – sottolineano Guarniera e Chirico – non si incentiva certamente l’utilizzo del trasporto pubblico».

Reggio più cara di Milano, Roma e Napoli

Il confronto con altre grandi città italiane, secondo La Strada, evidenzia ulteriormente il problema. A Milano l’abbonamento mensile ATM costa 39 euro e l’annuale 330 euro; a Roma il mensile ATAC è di 35 euro e l’annuale di 250 euro. A Bologna sono previste tariffe agevolate per gli under 27 e riduzioni legate all’Isee, mentre a Napoli l’abbonamento mensile ANM costa 35 euro.

A Reggio Calabria, con i suoi 49,50 euro mensili, il costo risulta quindi superiore a quello delle città prese a confronto, nonostante una rete che non dispone di una metropolitana e che, secondo il Movimento, non garantisce la stessa frequenza, integrazione e capillarità.

Anche il confronto europeo offre spunti di riflessione. Vienna, dopo aver mantenuto per tredici anni l’abbonamento annuale a 365 euro, dal 2026 lo ha portato a 467 euro. In Germania il Deutschlandticket è passato dai 49 ai 63 euro mensili, ma consente di utilizzare treni regionali, metro, tram e autobus sull’intero territorio nazionale. A Madrid l’abbonamento mensile della zona A, pur aumentato, resta al di sotto del prezzo applicato a Reggio Calabria.

Secondo La Strada, la differenza non riguarda soltanto il prezzo, ma soprattutto il rapporto tra costo e qualità del servizio: nelle grandi città europee l’abbonamento rappresenta un investimento su una rete integrata e capillare.

Il nodo della mobilità scolastica

A preoccupare il Movimento è anche l’imminente riapertura delle scuole. Migliaia di famiglie saranno infatti chiamate a sostenere i costi degli spostamenti quotidiani degli studenti.

L’abbonamento scolastico urbano, valido da settembre a giugno, costa 330,10 euro, equivalenti a oltre 33 euro al mese per dieci mesi. Il titolo, inoltre, non è utilizzabile la domenica e nei giorni festivi. Per le famiglie con più figli, sottolinea La Strada, la spesa può diventare particolarmente gravosa.

Ancora più elevato è il costo dell’abbonamento scolastico extraurbano per gli studenti pendolari provenienti dalle aree aspromontane: da località come Santo Stefano o Mannoli il costo annuale arriva a 592,60 euro, sempre per il periodo scolastico e con esclusione di domeniche e festivi.

Il rischio, secondo il Movimento, è quello di alimentare ulteriormente il ricorso all’automobile privata, con conseguenze evidenti sul traffico cittadino soprattutto negli orari di ingresso e uscita dalle scuole.

La Strada richiama inoltre l’attenzione sul servizio di trasporto scolastico dedicato gestito dal Comune, considerato uno strumento importante per le famiglie che non possono accompagnare quotidianamente i propri figli e per chi vive nelle aree periferiche.

«La mobilità scolastica – evidenziano Guarniera e Chirico – deve essere inserita in una strategia complessiva, con l’obiettivo di ridurre il ricorso all’auto privata e garantire a ogni famiglia, indipendentemente dal reddito e dalla zona di residenza, servizi pubblici accessibili e sostenibili».

Più corse e autobus anche di notte

Tra le criticità indicate dal Movimento c’è anche la scarsa copertura nelle fasce serali e notturne. Per chi vive in quartieri e frazioni periferiche come Mosorrofa, Cannavò o Pellaro, spostarsi verso il centro per trascorrere una serata può diventare complicato in assenza di un'auto privata o di qualcuno disposto a garantire un passaggio per il rientro.

Da qui la richiesta di ampliare il numero delle corse e di introdurre un vero servizio serale e notturno esteso all’intero territorio comunale.

Le proposte: «Una rivoluzione del trasporto pubblico»

La Strada chiede quindi all’Amministrazione comunale di avviare una vera e propria riforma del trasporto pubblico locale, articolata su diversi interventi.

Tra le proposte avanzate figurano:

  • abbonamento annuale urbano ATAM a 80 euro per tutti;

  • abbonamenti annuali a prezzo calmierato per studenti e lavoratori;

  • nuove corse serali e notturne su tutto il territorio comunale;

  • biglietti integrati bus-treno-traghetto/aliscafo, per favorire la mobilità nell’Area integrata dello Stretto;

  • una strategia complessiva per rendere più accessibile il trasporto scolastico e ridurre la dipendenza dall’auto privata.

L’obiettivo dichiarato è quello di trasformare il trasporto pubblico in una vera infrastruttura sociale, capace di garantire a tutti il diritto alla mobilità senza che il costo rappresenti un ostacolo.

«Si può fare – concludono Livia Guarniera e Rosy Chirico – se si desidera davvero una Reggio Calabria più sostenibile e più equa».


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