Dalla chirurgia alle impronte digitali al rientro in Italia: arrestato il latitante albanese Smajlaj Fisnik

Autore Giorgia Rieto | mer, 26 ago 2026 09:52 | Latitante Albania Calabria Impronte-Digitali

Nei suoi confronti era stato emesso un mandato di arresto europeo

Era considerato un vero e proprio broker del traffico internazionale di droga e, pur di sfuggire ai sistemi di identificazione, nel 2021 si sarebbe sottoposto persino a un intervento chirurgico per alterare e invertire le proprie impronte digitali. Un tentativo sofisticato quanto inutile: il latitante albanese Smajlaj Fisnik, condannato a 27 anni di carcere, è rientrato in Italia scortato dal personale dell’Unità I-CAN (Interpol Cooperation Against ’Ndrangheta) del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia.

Nei suoi confronti era stato emesso un mandato di arresto europeo, conseguente a un provvedimento di custodia cautelare in carcere ottenuto dalla Procura della Repubblica di Catanzaro per reati di associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti.

Il nome di Smajlaj Fisnik compare nell’importante procedimento denominato “Gentleman II”, che il 2 maggio 2023 aveva portato il Gip del Tribunale di Catanzaro a disporre misure cautelari nei confronti di 25 persone: 19 destinatarie della custodia in carcere, quattro agli arresti domiciliari e due sottoposte all’obbligo di dimora e di presentazione alla polizia giudiziaria.

Nella stessa operazione era stato disposto anche il sequestro preventivo di beni intestati o riconducibili agli indagati, per un valore complessivo di circa 3,8 milioni di euro.

Il provvedimento rappresentava l’epilogo di una complessa attività investigativa coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro e condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria-Gico di Catanzaro, in collaborazione con il Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata della Guardia di Finanza.

Le indagini erano partite nel 2020 e avevano assunto una dimensione internazionale attraverso una Squadra Investigativa Comune (SIC) costituita con le forze di polizia tedesche e belghe, in particolare con il Polizeipräsidium di Francoforte sul Meno e la Polizia Giudiziaria Federale di Liegi.

Fondamentale anche il contributo della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga, di Europol e delle rispettive Autorità giudiziarie, con il coordinamento di Eurojust, l’Agenzia dell’Unione europea per la cooperazione giudiziaria penale.

Una rete investigativa internazionale che ha seguito le tracce di un uomo che aveva tentato persino di rendersi irriconoscibile alle macchine e ai sistemi di identificazione attraverso la modifica chirurgica delle impronte.

Alla fine, però, la lunga latitanza è terminata. Il rientro in Italia di Smajlaj Fisnik segna un nuovo passaggio nell’inchiesta sul traffico internazionale di stupefacenti e conferma la capacità delle forze investigative italiane ed europee di lavorare oltre i confini nazionali per individuare e riportare davanti alla giustizia anche i latitanti più difficili da rintracciare.

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