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Abusivismo edilizio a Crotone, denunce e sequestri della Polizia Locale

Autore Redazione Web | lun, 24 ago 2026 20:49 | Crotone Indagine Abusivismo-Edilizio

Controlli a tutela del paesaggio: sigilli a strutture sportive e ricettive realizzate, secondo gli accertamenti, senza i necessari permessi

La Polizia locale di Crotone, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica diretta da Domenico Guarascio, ha portato a termine nel mese di agosto una vasta operazione contro l'abusivismo edilizio.

I controlli hanno condotto al sequestro di un impianto sportivo e all'individuazione di gravi irregolarità edilizie in un cantiere del centro cittadino, all'interno di un villaggio turistico sulla costa e lungo un corso d'acqua in periferia. L'attività  investigativa ha inoltre posto sotto la lente d'ingrandimento le attestazioni tecniche presentate agli uffici comunali per verificare la presenza di dichiarazioni mendaci da parte di privati e professionisti.

L'attività della Sezione polizia edilizia e giudiziaria si è articolata in quattro distinti filoni di indagine che hanno coperto l'intero perimetro comunale, concentrandosi sulla repressione degli illeciti ambientali e sulla prevenzione del rischio idrogeologico. Attraverso una serie di sopralluoghi e accertamenti tecnici, gli agenti hanno individuato e sequestrato un'area, sottoposta a vincoli paesaggistici, dove era in corso di realizzazione un impianto sportivo del tutto sprovvisto, per l'accusa, di titoli abilitativi, con l'abbattimento non autorizzato di diverse alberature. Sigilli anche alle opere in edificazione.

Nel tessuto urbano cittadino, l'attenzione si è concentrata su un immobile oggetto di interventi di natura strutturale. I lavori, finalizzati a convertire i locali sottotetto in unità abitative disposte su più livelli, sarebbero stati eseguiti in totale assenza delle prescritte autorizzazioni edilizie, paesaggistiche e sismiche. Su questo specifico fascicolo le indagini si stanno estendendo all'analisi dei documenti depositati presso gli uffici pubblici, con l'obiettivo di far luce su possibili false attestazioni.

Lungo la fascia costiera i controlli hanno interessato una struttura ricettiva. All'interno del perimetro sono stati scoperti svariati moduli abitativi ancorati al suolo e allacciati alle reti tecnologiche. L'installazione di queste strutture, equiparabili a tutti gli effetti a nuove costruzioni stabili, sarebbe avvenuta in una zona tutelata, aggirando completamente, secondo l'accusa, l'iter per l'ottenimento dei permessi edilizi e del nulla osta paesaggistico.
Le operazioni si sono estese infine in un'area periferica a ridosso di un corso d'acqua, dove è stata rilevata la costruzione di una lunga recinzione in calcestruzzo. I lavori, caratterizzati da massicci e incontrollati movimenti di terra, avrebbero invaso la fascia di rispetto del fiume andando ad alterare il naturale deflusso idrico in una zona classificata a rischio idrogeologico.

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