Polizia Penitenziaria in trincea tra Puglia, Calabria, Basilicata e Molise: situazione intollerabile

Autore Redazione Web | lun, 24 ago 2026 20:40 | Carcere Violenza Osapp

L'OSAPP dice basta alla politica dell'inerzia e chiede interventi immediati.

«La misura è colma. Continuano a registrarsi bollettini di guerra quotidiani nelle carceri delle regioni meridionali, con particolare riferimento ai distretti di Puglia, Calabria, Basilicata e Molise, dove il personale di Polizia Penitenziaria è costretto a operare in condizioni di insicurezza e abbandono inaccettabili in un Paese civile».

A intervenire con fermezza è Pasquale Montesano, Segretario Generale Aggiunto dell'OSAPP (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria), che denuncia senza mezzi termini il drammatico stillicidio di aggressioni, violenze e criticità strutturali che stanno strangolando gli istituti del Meridione.

«Il sovraffollamento cronico – che in Puglia e in diverse strutture calabresi e molisane supera ampiamente le soglie di guardia con punte ben oltre il 160-200% della capienza regolamentare – unito a una gravissima e cronica carenza di organico, ha trasformato i reparti detentivi in luoghi fuori controllo. In tale contesto, purtroppo, ne fa da padrone la criminalità organizzata e comune, che all'interno delle sezioni cerca di imporre le proprie regole calpestando ogni forma di legalità. Ogni giorno i nostri colleghi affrontano a mani nude soggetti facinorosi, esponenti dei circuiti di alta sicurezza e criminali spregiudicati, oltre a detenuti con gravi disagi psichiatrici, subendo pestaggi, lesioni e prognosi ospedaliere pesanti, come drammaticamente confermato dai recenti episodi registrati a Taranto, Foggia, Catanzaro e in tutti gli altri istituti dell'area», prosegue Montesano.

L'OSAPP punta il dito contro l'inerzia dell'Amministrazione Penitenziaria centrale e chiama in causa le responsabilità delle amministrazioni regionali e dei Provveditorati (PRAP), sottolineando l'inadeguatezza del sistema sanitario territoriale e della rete psichiatrica:

«Non bastano più la solidarietà di facciata e le enunciazioni di principio. È ora che il Governo, i vertici del DAP e le amministrazioni regionali – competenti per la sanità penitenziaria e la gestione della salute mentale – assumano decisioni forti e coraggiose. Servono un piano straordinario di assunzioni mirate, l'immediato potenziamento dei dispositivi di sicurezza e dei taser, la dotazione di strumenti di protezione idonei e, soprattutto, il trasferimento urgente in reparti idonei, in strutture residenziali o in REMS regionali dei soggetti psichiatrici e dei detenuti più pericolosi che rendono impossibile la convivenza e mettono a repentaglio l'incolumità del personale. La Polizia Penitenziaria non è carne da macello. L'OSAPP continuerà a far sentire la propria voce in tutte le sedi istituzionali e, se necessario, ad aprire una stagione di mobilitazione permanente per difendere la dignità, la salute e la vita dei poliziotti penitenziari», conclude il Segretario Generale Aggiunto dell'OSAPP.

Onore alla Polizia Penitenziaria, autentico presidio di legalità e sicurezza dello Stato, i cui uomini e donne continuano a onorare la divisa con sacrificio e dedizione straordinari, troppo spesso nel silenzio e nell'indifferenza generale.

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