Fotovoltaico, le organizzazioni agricole calabresi dicono "no" al progetto “Pizzo-Vinci”

Autore Redazione Web | gio, 13 ago 2026 14:49 | Piana-Degli-Scrisi Fotovoltaico Dissenso Agricoltura Regione

La Piana degli Scrisi rappresenta un presidio unico di biodiversità e di eccellenza agroalimentare: i quattro fattori di rischio

Le Organizzazioni Professionali Agricole della Calabria (CIA, Coldiretti, Confagricoltura e Copagri) hanno inviato una richiesta urgente di intervento al Presidente della Giunta regionale, Roberto Occhiuto, per esprimere la propria ferma opposizione alla realizzazione del progetto fotovoltaico industriale denominato “Pizzo-Vinci” nella Piana degli Scrisi.

La mobilitazione nasce dal forte allarme sollevato dal comparto agricolo e dalle istituzioni locali e fa seguito all’affollata assemblea pubblica svoltasi il 24 luglio scorso a Maierato. Le sigle sindacali precisano che non si tratta di un’opposizione ideologica alle energie rinnovabili. La transizione energetica, tuttavia, non deve compromettere territori agricoli produttivi di pregio.

La Piana degli Scrisi rappresenta un presidio unico di biodiversità e di eccellenza agroalimentare. Le associazioni evidenziano quattro principali fattori di rischio legati al progetto:

  • Perdita del grano antico “Rosìa”: l’area è fondamentale per questa coltivazione, tutelata da un riconoscimento ministeriale;
  • Interferenza con marchi DOP e IGT: il sito rientra nel disciplinare del Pecorino del Poro DOP ed è coinvolto nell’iter per il riconoscimento dello Zibibbo IGT;
  • Danni al patrimonio storico e paesaggistico: la realizzazione di una distesa di pannelli a terra cancellerebbe l’identità rurale del territorio e potrebbe compromettere beni archeologici;
  • Consumo di suolo: il progetto rischia di entrare in contrasto con i princìpi di tutela del territorio e di salvaguardia della sicurezza alimentare regionale;

L’impatto socio-economico ha già unito le amministrazioni locali in un fronte compatto. I Comuni di Maierato, Filogaso e Pizzo hanno infatti formalizzato il proprio diniego attraverso specifiche delibere di Giunta e di Consiglio.

I presidenti regionali Nicodemo Podella (CIA), Franco Aceto (Coldiretti), Alberto Statti (Confagricoltura) e Francesco Macrì (Copagri) chiedono al Presidente Roberto Occhiuto un tempestivo intervento istituzionale per bloccare l’opera.

Le Organizzazioni propongono, in alternativa, di favorire l’installazione di impianti su aree industriali dismesse, tetti e superfici già edificate, salvaguardando il suolo agricolo. Viene infine richiesto un incontro urgente di confronto con la Regione.

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