A Palazzo Alvaro presentati i risultati della sperimentazione promossa dal CNIS e da FIDESP
Una scuola capace di mettere davvero al centro il bambino, partendo dal suo benessere emotivo, dalla conoscenza delle proprie emozioni e persino dal respiro. È questa la sfida che arriva da Reggio Calabria, dove oggi, nella Sala “Perri” di Palazzo Alvaro, sono stati presentati i risultati scientifici del progetto “Respiro Sento”, promosso dal CNIS – Coordinamento Nazionale Insegnanti Specializzati e dalla FIDESP, in collaborazione con Minde4Children, spin-off dell’Università degli Studi di Padova.
Una giornata che ha riunito rappresentanti delle istituzioni, mondo universitario, dirigenti scolastici e docenti e che ha trasformato la città dello Stretto in un punto di riferimento per un percorso che intreccia neuroscienze, educazione, formazione e salute mentale.
A confrontarsi sui risultati dell’esperienza sono stati, tra gli altri, l’assessore comunale Filomena Iatì, l’europarlamentare Giusi Princi, i dirigenti scolastici Eva Nicolò e Francesco Praticò, la psicologa e presidente del CNIS Reggio Calabria Francesca Rotiroti, la ricercatrice dell'Università di Pisa Ilaria Vaglini e la professoressa Daniela Lucangeli, ordinaria di Psicologia dello sviluppo e dell’educazione all’Università di Padova.
Proprio Nicolò e Rotiroti hanno evidenziato il prezioso lavoro scientifico della professoressa Lucangeli, sottolineando il valore di una ricerca che non rimane confinata all'università, ma diventa strumento concreto per la scuola e per le comunità educanti.
Per Daniela Lucangeli, la scelta di Reggio Calabria non è stata casuale.
"Scelgo molto spesso le persone per fare un po' quelle che sono le esperienze di cambiamento" - ha raccontato, spiegando di aver individuato nel territorio reggino una comunità capace di accogliere una "scienza servizievole", una ricerca cioè che sappia andare oltre la semplice produzione di conoscenza per mettersi al servizio delle persone.
"Reggio Calabria mi aveva già risposto come territorio – ha spiegato – e quando abbiamo deciso di fare delle sperimentazioni che donavamo al Paese Italia, come modi diversi di rispondere ai bisogni dei figli, ho pensato che Reggio Calabria fosse un territorio che poteva darci queste risposte".
Una risposta arrivata, secondo la docente, con "motivazione, passione e dedizione".
I numeri confermano la partecipazione: 400 persone coinvolte in 15 appuntamenti, mentre la risposta al progetto è arrivata da diverse parti d’Italia.
“Respiro Sento” rappresenta soltanto una tappa di un progetto più ampio che vedrà il suo momento conclusivo il 15 agosto, dopo un percorso di oltre 2.000 chilometri a piedi.
Un cammino che diventa metafora e testimonianza di una comunità scientifica, educativa e sociale che sceglie di mettersi in movimento per affrontare una delle emergenze più delicate del nostro tempo: il disagio psicologico ed emotivo delle nuove generazioni.
"Non basta essere figure di spicco nella scienza, non basta essere figure di spicco nell'educazione – ha sottolineato Lucangeli – bisogna essere comunità".
Il messaggio è quello della condivisione: nessuno deve essere lasciato solo davanti alla difficoltà.
"Sbagliamo tutti, lo sbaglio fa parte del percorso, ma se siamo un noi, quando si cade ci si rialza".
Tra i messaggi più forti lanciati dalla professoressa Lucangeli c'è quello dell'educazione alla gioia.
Una necessità che nasce, ha spiegato, dai dati delle neuroscienze e dalla conoscenza del funzionamento del cervello.
"La gioia è un'emozione antichissima che è come un raggio di sole mentre è tutto buio" - ha detto.
Quando questa dimensione viene meno, possono emergere condizioni di disagio che si manifestano attraverso autolesionismo, disturbi del sonno e dell'alimentazione, dipendenza digitale e altri comportamenti problematici.
"Non è un processo superficiale della salute – ha evidenziato – riguarda la centralina della salute che è il cervello".
E in questo processo l'educazione assume un ruolo fondamentale, perché rappresenta uno dei più importanti strumenti di modulazione del cervello umano. È qui che entra in gioco il cuore della sperimentazione.
Ilaria Vaglini, ricercatrice dell'Università di Pisa, ha illustrato il lavoro condotto dai gruppi di ricerca impegnati nella costruzione di un nuovo paradigma educativo fondato sulle neuroscienze e sul benessere del bambino.
"La respirazione è un dispositivo naturale alla calma - ha spiegato -. Quando un bambino è agitato o preoccupato, non serve semplicemente dirgli "stai calmo". Il corpo possiede già strumenti naturali di regolazione: il contatto corporeo e la respirazione possono contribuire a riportare equilibrio nella risposta fisiologica allo stress".
E il metodo può essere applicato ovunque: in classe, in giardino, in riva al mare, nella natura.
"Non è importante il setting – ha sottolineato Vaglini – è importante la capacità di entrare in connessione con se stessi".
Per l'europarlamentare Giusi Princi, l'ampia partecipazione all'incontro dimostra quanto il mondo della scuola avverta la necessità di nuovi strumenti.
"Vedere Palazzo Alvaro, a ridosso del Ferragosto, con una platea così importante di dirigenti scolastici e docenti, denota quanta esigenza ci sia di formazione" - ha affermato.
L'obiettivo deve essere una scuola capace di mettere lo studente-persona al centro, valorizzandone il potenziale e accompagnandone lo sviluppo biopsicosociale.
Le neuroscienze, secondo Princi, possono diventare una «bussola» per una vera rivoluzione pedagogica ed educativa: non più percorsi standardizzati, ma interventi capaci di adattarsi alle caratteristiche e ai bisogni della singola persona.
Anche la respirazione può diventare parte di questo nuovo approccio, come strumento di autoconsapevolezza e di regolazione emotiva.
I laboratori del progetto hanno avuto un duplice obiettivo: aiutare gli insegnanti a riconoscere e gestire i segnali del proprio stress e trasferire queste competenze agli studenti.
Un passaggio fondamentale, perché il benessere della classe passa anche dalla capacità dell'adulto di riconoscere e regolare le proprie emozioni.
"Le emozioni sono il linguaggio che il nostro cervello ha evoluto in milioni di anni per parlare con se stesso e dirsi di che cosa ha bisogno" - ha spiegato Lucangeli.
La paura, ad esempio, segnala il bisogno di coraggio; la sete quello di bere. L'emozione, dunque, non è qualcosa da reprimere, ma un segnale da ascoltare e comprendere.
Ed è proprio attraverso strumenti come respiro, attenzione e consapevolezza che diventa possibile intervenire sulla risposta allo stress.
La scelta di Reggio Calabria assume così un significato che va oltre la singola iniziativa. La città è diventata terreno di sperimentazione di quella che Lucangeli definisce una “scienza servizievole”, capace di trasformare i risultati della ricerca in conoscenza condivisa e in strumenti concreti per la comunità.
Un esempio di quella che in ambito universitario viene definita terza missione: l'università che esce dai propri confini e mette il sapere a disposizione della società.
“Respiro Sento” prova dunque a tracciare una strada nuova: partire dal cervello per arrivare alla persona, partire dal benessere dell'adulto per costruire quello del bambino, partire dalla ricerca per trasformarla in pratica educativa.
E il messaggio che arriva da Reggio Calabria è netto: per affrontare il disagio delle nuove generazioni non serve una soluzione miracolosa, ma una comunità capace di prendersi cura, ascoltare, educare e camminare insieme.
Oltre 2.000 chilometri sono già la testimonianza concreta di questa idea. E il viaggio, almeno simbolicamente, è appena cominciato.