Tra le priorità indicate: contrasto alla fuga dei giovani, completamento orario per ex LSU e TIS e la vertenza Konecta
Un appello forte, diretto, senza margini di attesa. Nel giorno della Festa dei Lavoratori, il segretario generale della CGIL Calabria, Angelo Trotta, interviene con parole nette su lavoro, sanità, salari e sviluppo, chiedendo alla politica risposte concrete e in tempi brevi.
La manifestazione unitaria del Primo Maggio si è svolta al Porto di Gioia Tauro, una scelta simbolica per ribadire che «il lavoro buono, dignitoso e di prospettiva è possibile, ma solo con i giusti investimenti».
Trotta ha poi allargato lo sguardo al contesto internazionale: «Viviamo una fase difficile, segnata da guerre e tensioni. Noi siamo contro la guerra e per la pace. Vivere in pace significa investire in welfare, sanità, contratti e infrastrutture, non in armi». Un messaggio accompagnato dalla solidarietà verso le popolazioni colpite dai conflitti.
Sul piano economico, il segretario della CGIL evidenzia gli effetti della crisi energetica e dell’“economia di guerra”, che stanno incidendo pesantemente sui redditi delle famiglie, aggravando la perdita del potere d’acquisto di lavoratori e pensionati.
«La Calabria – sottolinea – paga un prezzo altissimo: salari più bassi del 20% rispetto alla media nazionale, pensioni tra le più basse e il reddito pro capite più basso del Paese».
Una situazione già fragile, resa ancora più complessa da criticità strutturali: precariato diffuso, caporalato, lavoro nero e sottopagato, part-time involontario. Agricoltura, turismo, commercio ed edilizia risultano tra i settori più colpiti.
Forte anche il richiamo sulla sicurezza sul lavoro: «Non è accettabile che nel 2026 si contino tre morti al giorno e un infortunio ogni 50 secondi. È una strage indegna di un Paese civile». Trotta denuncia inoltre la mancanza, in molti casi, dei dispositivi di sicurezza per i lavoratori, sottolineando la necessità di rafforzare la cultura della prevenzione.
Capitolo a parte per la sanità, definita in condizioni critiche: carenza di personale, mancato turnover, strutture insufficienti e un sistema di emergenza-urgenza «drammatico». Una situazione che pesa sia sugli operatori, spesso oltre i limiti contrattuali, sia sui cittadini.
Sul fronte regionale, la CGIL, insieme a CISL e UIL, ha già presentato una piattaforma rivendicativa al presidente Roberto Occhiuto, ma il tempo delle attese è finito: «Chiediamo certezze e tempi rapidi. Altrimenti saremo costretti alla mobilitazione».
Tra le priorità indicate: contrasto alla fuga dei giovani, completamento orario per ex LSU e TIS, la vertenza Konecta e la necessità di un piano organico per lo sviluppo che coinvolga manifatturiero, turismo, commercio, agricoltura e forestazione.
Infine, l’appello alla politica: «Questi temi devono uscire dalle campagne elettorali. Non servono promesse, servono soluzioni. È una responsabilità che va assunta per il bene dei calabresi».