Ricordare Pasquale Vazzana significa rendere omaggio a chi ha dedicato la propria vita allo sport, senza mai cercare riflettori
C’è chi vive lo sport dal campo, chi dagli spalti e poi c’è chi, come Pasquale Vazzana, lo custodisce ogni giorno con dedizione silenziosa, diventandone anima e memoria. A quattro anni dalla sua scomparsa, avvenuta il primo maggio 2022 a seguito di un malore, il ricordo di Pasquale, per tutti “l’imperatore” del palazzetto dello sport, resta vivo e profondamente radicato in chiunque abbia varcato quella soglia.
Non era solo un custode. Era presenza costante, punto di riferimento, volto familiare per atleti, dirigenti, tifosi. Il palazzetto era la sua casa, e lui ne era il cuore pulsante. Con discrezione e passione, si prendeva cura di ogni dettaglio, sempre pronto ad accogliere chiunque con una parola, un sorriso, un gesto gentile.
Pasquale Vazzana era rispettato da tutti. Non solo dalle squadre di casa, ma anche da quelle avversarie che arrivavano da fuori e trovavano in lui un’accoglienza rara, autentica. In un mondo spesso segnato dalla competizione, lui riusciva a creare un clima umano, fatto di rispetto e sportività. Per questo, il suo ricordo ha attraversato colori e rivalità, lasciando un segno anche in chi lo incontrava solo per una trasferta.
“La sua presenza faceva la differenza”, raccontano in tanti. Perché Pasquale non si limitava a svolgere un lavoro: lo viveva. Era parte integrante di ogni partita, di ogni allenamento, di ogni momento condiviso tra quelle mura.
Oggi il palazzetto continua a vivere, tra voci, partite e sogni. Ma qualcosa manca. Manca quella figura discreta e forte allo stesso tempo, capace di rendere speciale anche la più semplice delle giornate.
Ricordare Pasquale Vazzana significa rendere omaggio a chi ha dedicato la propria vita allo sport, senza mai cercare riflettori, ma illuminando ogni giorno il suo ambiente con umanità e passione.
E forse è proprio questo il segno più grande che ha lasciato: essere indimenticabile, per tutti.