Reggio, multa salata della Polizia Locale a un accompagnatore turistico. Aloisio: "Mancanza di buon senso"

Autore Redazione Web | ven, 24 apr 2026 15:23 | Sanzione Claudio-Aloisio Polizia Locale Reggio Calabria

Il presidente di Confesercenti ha raccontato su facebook l'episodio al quale ha assistito personalmente sul corso Garibaldi

"Oggi mentre passavo sul Corso Garibaldi e ho visto una scena che mi ha lasciato sinceramente perplesso. Una trentina di turisti fermi, spaesati, davanti a una macchina della Polizia Municipale. Il loro accompagnatore turistico stava ricevendo un verbale che prevede una sanzione da 3.000 a 12.000 euro. Erano turisti svizzeri, di lingua tedesca. Il fatto di non comprendere bene la lingua e di non capire esattamente cosa stesse accadendo rendeva la situazione ancora più disorientante. Mi sono avvicinato per capire cosa fosse successo. I vigili mi hanno spiegato che erano intervenuti a seguito di una segnalazione e che stavano procedendo con un verbale in riferimento alla normativa del 2023 che disciplina la professione di guida turistica".

A segnalare l'episodio attraverso un post su facebook è Claudio Aloisio, presidente di Confesercenti Reggio Calabria.

"A quel punto - prosegue Aloisio - ho chiesto espressamente se avessero visto l’accompagnatore dare spiegazioni al gruppo all’interno dell’area archeologica dell’Ipogeo di Piazza Italia. La risposta è stata: no. Mi è stato spiegato che l’accompagnatore era stato fermato all’uscita, perché era sceso con il gruppo nell’area archeologica. Secondo questa interpretazione, un accompagnatore turistico non potrebbe entrare in un sito museale o archeologico con il proprio gruppo. A me questa lettura non risulta corretta. L’ho fatto presente anche ai vigili. Per quanto emerge dalla normativa vigente, all’accompagnatore turistico è vietato svolgere attività proprie della guida turistica, cioè illustrare e interpretare beni culturali, storici, artistici, museali o archeologici. Ma non certo accompagnare il gruppo nei siti, soprattutto quando la sua presenza serve ad assistere, coordinare e seguire le persone di cui ha la responsabilità. Anzi, è proprio questa una delle sue funzioni".

"Nel caso specifico, da quanto ho potuto comprendere - continua Aloisio - le spiegazioni venivano date dall’addetto dell’associazione preposta all’apertura del sito archeologico ipogeo di Piazza Italia. Una circostanza che mi è stata confermata anche da alcune persone del gruppo che parlavano e comprendevano un po’ di italiano. L’accompagnatore, invece, ha riferito di essere sceso solo per recuperare alcuni componenti del gruppo, che erano entrati perché il sito era regolarmente aperto alle visite. Peraltro, anche questo dettaglio cambia poco: che sia sceso per recuperare alcuni componenti del gruppo o che abbia accompagnato il gruppo all’interno del sito, resta il fatto che, se non ha dato spiegazioni né svolto attività proprie della guida turistica, non si comprende quale norma avrebbe violato".

"Ora, il punto non è mettere in discussione il rispetto delle regole. Anzi. Se vogliamo essere davvero una città turistica, le regole devono essere rispettate. Le professioni vanno tutelate. I ruoli devono essere chiari. Una guida turistica abilitata ha competenze, responsabilità e funzioni che nessuno può improvvisare. Ma proprio per questo serve anche equilibrio. Perché applicare una norma è un conto. Applicarla in modo sbagliato o troppo rigidamente interpretativo è un altro. Il risultato, oggi, è stato questo: una trentina di turisti ha perso oltre 40 minuti della propria permanenza in città, rimanendo ferma sul Corso Garibaldi davanti a una contestazione che, a mio avviso, non aveva i presupposti necessari. E l’accompagnatore, arrivato da Tropea, difficilmente tornerà a portare gruppi a Reggio Calabria. Lo capisco pure. I turisti stessi, andando via, mi hanno ringraziato per essere intervenuto. Ma più che farmi piacere, questa cosa mi ha fatto riflettere. Perché quando un visitatore arriva in una città, non vede il singolo episodio. Vede la città intera. E noi, se vogliamo crescere davvero come destinazione turistica, cosa che ancora non siamo, dobbiamo imparare a tenere insieme due cose: legalità e buon senso. Le regole servono a far funzionare meglio le cose. Non a creare situazioni incresciose che danneggiano i turisti, gli operatori e l’immagine stessa della città", conclude Aloisio nel post facebook.

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