Dati del Ministero dell’Economia elaborati dall’associazione
In Calabria, nel 2025 si è "giocato" d'azzardo una cifra pari a 6.172.265.586 in aumento rispetto all'anno precedente quando erano 5.768.098.166.
In media in Calabria si spende per il gioco d'azzardo
3.377 euro all'anno per abitante, bambini compresi (va ricordato che l'azzardo
è vietato fino ai 18 anni). E’ quanto emerge dai dati del ministero dell'Economia
elaborati da Libera che mostrano "una crescita costante e
impressionante".
La provincia di Cosenza, rileva Libera, è quella dove si è
"giocato" di più con 2miliardi e 164 milioni di euro, seguita dalla
provincia di Reggio Calabria con 1miliardo e 858 milioni di euro. Terza la
provincia di Catanzaro con un miliardo e 89milioni di euro. Chiudono la
Provincia di Crotone con 537 milioni di euro e Vibo Valentia con 522 milioni di
euro.
"Le organizzazioni criminali - è scritto in una nota di
libera - non aspettano altro: più cresce l'azzardo, più aumentano
indebitamento, ricatti, infiltrazioni nei circuiti legali e illegali del gioco.
Il mondo del gioco d'azzardo è una delle voci più remunerative del bilancio
mafioso. Una 'grande roulette' dove si ricicla denaro derivante da altri
traffici; si impongono beni e servizi (per esempio le slot machine) agli
esercenti dei locali; si estorce denaro ai giocatori fortunati o lo si presta a
usura a quelli sfortunati; si truffa lo Stato manomettendo gli apparecchi di
gioco o semplicemente si investe con società formalmente legali. E la
ndrangheta la fa da padrone".
Secondo il dossier "Azzardomafie" di Libera
analizzando le relazioni della Direzione nazionale antimafia e della Direzione
investigativa antimafia, pubblicate tra il 2010 e il 2024, sono 39 i clan censiti
che hanno operato in attività di business sia illegali che legali.
"Mentre da un lato si aumentano le offerte di gioco, -
afferma Giuseppe Borrello, referente regionale di Libera in Calabria -
dall'altro si registra una riduzione degli strumenti di prevenzione e cura,
generando un ulteriore squilibrio che, di fatto, favorisce le mafie. Servono in
generale scelte più coraggiose perché c'è la necessità di rimettere al centro
la dignità delle persone e il benessere delle comunità e non il profitto delle
aziende o il guadagno dell'erario. Soprattutto, in un contesto fragile come
quello calabrese dove povertà e solitudine amplificano i rischi dell'azzardo,
sentiamo forte la necessità, affinché al di là di ogni retorica e
strumentalizzazione, si possa intervenire con un intervento legislativo a
livello regionale più incisivo, con misure più stringenti e restrittive dando
un segnale forte nel contrasto al gioco d'azzardo e ai profitti che la
criminalità organizzata trae da esso. Rispetto a tale situazione le leggi
attuali non sono più sufficienti".