Il quadro che emerge è quello di un clima sempre più instabile in cui si alternano fasi estreme tra siccità e piogge intense
Dopo un 2025 segnato da siccità e temperature elevate, il 2026 si apre con uno scenario opposto, caratterizzato da precipitazioni abbondanti già nei primi mesi dell’anno. È quanto emerge dal rapporto del Centro funzionale multirischi di Arpacal, che fotografa un andamento climatico sempre più altalenante sul territorio calabrese.
Secondo quanto riportato anche da ANSA, il 2025 è stato tra gli anni più caldi e secchi, con una riduzione complessiva delle precipitazioni accompagnata da una forte variabilità mensile. In particolare, i mesi di giugno e settembre hanno registrato livelli di pioggia molto al di sotto della media storica.
Parallelamente, si è verificato un aumento delle temperature medie, con anomalie significative soprattutto nei mesi di gennaio e giugno, quando gli scostamenti hanno superato i due gradi centigradi. Anche nei periodi caratterizzati da piogge più intense, le temperature elevate hanno inciso negativamente sulla formazione di neve, riducendo l’accumulo di riserve idriche nelle aree montane e compromettendo il bilancio idrico regionale.
Il 2026, invece, segna una netta inversione di tendenza, pur nella sua discontinuità. Già nel primo trimestre dell’anno, infatti, le precipitazioni registrate in Calabria hanno superato i valori medi annui. Un dato che, secondo Arpacal, rappresenta un segnale rilevante sotto il profilo climatologico.
“Si tratta di un possibile cambio di regime nelle dinamiche pluviometriche – evidenzia l’Agenzia – che tuttavia necessita di ulteriori conferme nei prossimi mesi per poter essere considerato strutturale”.
Il quadro che emerge è quello di un clima sempre più instabile, in cui si alternano fasi estreme tra siccità e piogge intense. Una tendenza che impone attenzione e strategie di adattamento, soprattutto in un territorio come quello calabrese, particolarmente esposto agli effetti dei cambiamenti climatici.