Addio al luogotenente Giuseppe Vizzari

Autore Redazione Web | mer, 15 apr 2026 19:44 | Vizzari Arma

Fu una delle figure simbolo della Benemerita in Calabria

di Cosimo Sframeli

Si è spento il Luogotenente dei Carabinieri Giuseppe Vizzari, dopo una penosa malattia sopportata con grande coraggio e discrezione. E’ stato un mito silenzioso della benemerita e un veterano galantuomo.

Si sono svolti a Molochio i funerali del Cavaliere Giuseppe Vizzari, in congedo dell’Arma dei Carabinieri, consacrato alle cronache come il Maresciallo Pepè Vizzari di vecchio stampo.

Fu una delle figure simbolo della Benemerita in Calabria per la sua lunga attività investigativa svolta sempre in prima linea nei Reparti Operativi dell’Arma. Sono suoi i vecchi rapporti sulla struttura criminale delle cosche mafiose reggine e aspromontane. Partecipò a delicate e complesse indagini su pericolose cosche mafiose, assicurando alla giustizia ’ndranghetisti, autori e mandanti di efferati delitti, così dell’assassinio di due militari dell’Arma, avvenuto a Scilla, e il grave ferimento di altri due carabinieri. I pentiti, la cui stagione si aprirà negli anni ’90 aggiungeranno ben poco sulla geografia mafiosa rispetto a quanto non avesse già scritto nei suoi rapporti con diversi lustri d’anticipo, insieme a Carmelino Di Fazio e Ciccio Spanò.

Zio del Magistrato Concettina Garreffa, fu un misantropo nel suo lavoro. Amava battere le piste meno confuse e anche più pericolose. Al giovane carabiniere che iniziava la sua esperienza alle prese con l’anonima sequestri aspromontana, assoluta padrona nel campo, consigliava la prudenza, la dedizione, la comprensione per gli onesti.

Ha lasciato questo mondo senza clamori e, rievocando le eccezionali capacità professionali, accompagnate a uno stile militare impeccabile, sono in tanti i carabinieri di ogni ordine e grado che vantano di considerarsi suoi allievi da quando giunsero giovanissimi in Calabria e trovarono nel Cavaliere Vizzari un modello di vita e di professione.

Il Magistrato Ezio Arcadi così lo ricorda: “Vizzari si distingueva per l’umiltà, la sagacia nelle indagini e nella bella penna nello scrivere i rapporti sulla ‘ndrangheta. Non chiedeva mai niente per sé stesso ed estrema era la sua serietà”.

L’Arma ha tributato in vita i meritati onori al suo leale servitore dello Stato.


Aggiornamenti e notizie