Tiziana Landoni, chi è la gip di Milano che ha scarcerato Siher: aveva firmato l'appello dei giuristi per Gaza

Autore webinfo@adnkronos.com (Web Info) | mer, 28 ott 2026 17:27

(Adnkronos) - Una giudice che ha sempre fatto parlare i suoi provvedimenti. Attorno alla magistrata di Milano Tiziana Landoni, che oggi, mercoledì 28 ottobre, ha deciso di scarcerare Youssef Siher fermato con l'accusa di istigazione per delinquere aggravata dalla finalità del terrorismo e violenza organizzata, i colleghi fanno quadrato mentre arriva l'attacco della politica di destra e della premier Giorgia Meloni. "Lo dico senza mezzi termini. Considero vergognosa la decisione del gip di Milano di non convalidare l'arresto di Youssef Siher, accusato di essere il gestore della pagina Telegram 'Movimento 17 ottobre', cioè la pagina che incitava l'organizzazione di quelle manifestazioni che poi abbiamo visto portare alla devastazione di diversi esercizi commerciali a Milano" le parole della presidente del Consiglio. 

Landoni, in precedenza giudice a Busto Arsizio (Varese), è da circa due anni al settimo piano del Palazzo di giustizia meneghino. Da Equalize, il presunto dossieraggio illecito con al centro la società di via Pattari, a diversi casi da 'codice rosso' è sicuramente la decisione sul fermo del politologo e attivista pro Pal la questione che accende su di lei i riflettori. Il suo nome, come quello della pm Francesca Crupi che ha chiesto la convalida del fermo per Siher, compare nell'Appello dei Giuristi per Gaza firmata nel settembre 2025 da 3.135 tra magistrati, professori e avvocati. Alla giudice arriva immediata la solidarietà dell'Anm. "Le decisioni dei magistrati si possono contestare nel merito e impugnare all'interno dei procedimenti. La delegittimazione dei colleghi, persino da chi ricopre le più alte cariche istituzionali, è invece un ormai consueto esercizio di intimidazione che non dovrebbe appartenere a uno Stato di diritto. Un esercizio insopportabile" fino al richiamo alla "Autonomia e indipendenza della magistratura" che sono "due capisaldi della democrazia". 

Dello stesso tenore la nota congiunta della presidente della sezione Gip-Gup di Milano Vincenza Maccora e il presidente del Tribunale di Milano Fabio Roia. "Le dichiarazioni di alcuni esponenti politici di rilievo ricoprenti anche cariche istituzionali rilasciate all'esito della decisione della giudice del Tribunale di Milano sono irricevibili ed evidenziano una scarsa conoscenza - reale o mascherata - degli istituti giuridici di uno Stato di diritto". La decisione "può essere criticata e impugnata con i mezzi previsti dall'ordinamento, ma gli attacchi alla persona a cui compete di giudicare in un contesto sociale obiettivamente complesso devono essere respinti (...) La vergogna riguarda altre categorie della vita sociale, non il responsabile e difficile esercizio della giurisdizione". 

Il suo nome compare tra i 3.135 nomi di magistrati, professori e avvocati che hanno firmato, nel settembre 2025, l'Appello dei Giuristi per Gaza. Il nome e cognome di Tiziana Landoni compare al numero 766 della lunga lista (tra gli altri firmatari - numero 305 - anche la pm Francesca Crupi che aveva chiesto la convalida per il ricercatore e attivista pro Pal) del documento in cui i giuristi "di fronte alle notizie sulla violazione sistematica e protratta del diritto alla vita e degli altri diritti fondamentali della popolazione civile di Gaza" sentono "il dovere di ricordare che lo Stato italiano, per Costituzione e per legge, e con l’adesione a trattati e convenzioni, ha scelto la tutela dei diritti fondamentali e la persecuzione dei crimini internazionali".  

Le ragioni di questa scelta "sono tra l’altro compendiate - si legge - nello Statuto della Corte Penale Internazionale, firmato a Roma nel 1998, sottoscritto da 125 Paesi, e ratificato con legge dello Stato nel 1999". 

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