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Momo Laaribi, il sogno amaranto diventa realtà: è lui il nuovo capitano della Reggina

Autore Giorgia Rieto | lun, 31 ago 2026 08:46 | Laaribi Reggina

Nel match contro il Praia Tortora, il gesto di Lancini ha confermato ciò che ormai sembrava essere nell’aria

Immagina di essere un bambino. Un bambino che, con gli occhi pieni di sogni, guarda la maglia della Reggina e pensa che un giorno, quella maglia, potrebbe essere sua. Immagina di crescere con il pallone tra i piedi, di inseguire una passione che non sempre regala soddisfazioni, di giocare nei campi delle categorie minori, affrontando sacrifici, porte chiuse e momenti in cui sarebbe stato più facile smettere di crederci.

E poi immagina che, un giorno, quel sogno diventi realtà.

Quella maglia amaranto che da bambino guardavi da lontano diventa la tua. La indossi, la difendi, la vivi. E soprattutto impari ad amarla.

La storia di Momo Laaribi è una di quelle storie che meritano di essere raccontate. Perché nel calcio, spesso, si parla soltanto di chi arriva in cima, dimenticando il percorso che c’è stato prima. Dimenticando i chilometri, i sacrifici, le categorie minori, le occasioni perse e quelle che sembravano non arrivare mai.

Laaribi, invece, ha continuato a crederci.

L’arrivo alla Reggina, qualche stagione fa, ha rappresentato la realizzazione di un desiderio inseguito a lungo. Non è arrivato in riva allo Stretto da protagonista di una carriera già scritta, ma attraverso un percorso costruito passo dopo passo, tra esperienze diverse e campionati lontani dai grandi riflettori.

E con la Reggina non è stato sempre tutto semplice.

Le stagioni amaranto hanno conosciuto momenti difficili, risultati deludenti, alti e bassi. Ci sono state partite in cui Laaribi è stato protagonista e altre in cui, forse inspiegabilmente, si è ritrovato a guardare i compagni dalla tribuna.

Ma non ha mollato.

Non ha scelto la strada più semplice. Non ha abbandonato quando sarebbe stato comprensibile farlo. È rimasto lì, continuando ad allenarsi, continuando a dare tutto, continuando a indossare quella maglia con la stessa convinzione del primo giorno.

Ed è forse proprio questo il motivo per cui oggi la fascia da capitano assume un significato ancora più grande.

Ieri, nel match contro il Praia Tortora, il gesto di Lancini ha confermato ciò che ormai sembrava essere nell’aria: Momo Laaribi sarà il nuovo capitano della Reggina.

Una fascia che non arriva soltanto per premiare un giocatore. Arriva per riconoscere una storia.

Perché capitano non significa soltanto essere il primo a indossare la fascia. Significa rappresentare una maglia, uno spogliatoio, una città. Significa esserci quando le cose vanno bene, ma soprattutto quando vanno male.

E Laaribi, la Reggina, non l’ha mai tradita.

Non l’ha abbandonata nei momenti più complicati. È rimasto quando sarebbe stato più facile guardare altrove. Ha continuato a credere in quel sogno che da bambino sembrava lontanissimo e che oggi, invece, porta il suo nome.

Forse è proprio questo il calcio più bello.

Quello che restituisce qualcosa a chi non smette mai di crederci.

Un bambino che sognava la maglia amaranto oggi quella maglia la indossa da capitano.

E allora, Momo, quella fascia non è soltanto una fascia.

È il simbolo di un viaggio. Di tutto quello che è stato. Di tutto quello che hai dovuto superare per arrivare fin qui.

E soprattutto è il riconoscimento di una cosa semplice, ma immensa: a volte i sogni hanno bisogno soltanto di qualcuno che non smetta mai di crederci.

Ora quella fascia è tua.

E con lei, ancora una volta, il compito più bello: guidare la Reggina.



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