L'allenatore amaranto traccia un bilancio della stagione e riconosce alcuni errori: "Dovevo fare più del massimo e non l’ho fatto"
L’allenatore della Reggina, Alfio Torrisi, ha affidato al post gara contro il Sambiase un’analisi lucida e senza sconti sulla stagione, tra orgoglio, autocritica e rammarico per un campionato, purtroppo, gettato alle ortiche.
"Penso si sia fatto un buon lavoro. Certo quando poi non si raggiunge la vittoria del campionato tutti dobbiamo essere autocritici pensando a quello che di più si sarebbe dovuto fare, avendo riaperto una stagione che a un certo punto era chiusa", ha esordito il tecnico amaranto, tracciando subito il confine tra il valore del percorso e l’epilogo mancato.
Torrisi ha poi allargato lo sguardo al contesto, sottolineando le aspettative e il peso della piazza: "La Reggina, il club, la città, la tifoseria, il blasone è normale che sulla carta non può gareggiare con nessuno, in serie D deve solo vincere, anzi stravincere. Questo è quello che tutti in estate hanno pensato, lo pensavo anche io dall’esterno".
Un campionato, però, che ha avuto più fasi e cambi di inerzia: "Era impensabile alla nona giornata di poter vincere il campionato e solo grazie al grande lavoro della squadra abbiamo riacceso la speranza. Quando la tifoseria ha deciso di darci una mano, la stagione è cambiata, tutte quelle vittorie consecutive non le ha fatte nessuno. L’80% dei successi è merito loro".
Il tecnico ha poi evidenziato il momento in cui la squadra ha avuto la reale occasione di completare la rimonta, senza però riuscire a concretizzarla: "A quel punto la vittoria del campionato era alla portata, si è sbagliato qualcosa, non siamo stati bravi, non sono stato bravo il primo io, dovevo fare più del massimo e non l’ho fatto".
Nel suo ragionamento non manca il riconoscimento agli avversari, con un verdetto che, a suo giudizio, non fa una piega: "Chi arriva dietro la prima non ha vinto e oggi questi sono i frutti. Ha vinto il Savoia e lo ha meritato".
Spazio anche ai ringraziamenti verso il gruppo squadra, al centro del percorso stagionale: "Ai ragazzi non posso rimproverare nulla, devo solo ringraziarli per quello che hanno fatto".
Infine, l’analisi si chiude con un’ultima riflessione puntuale sugli episodi chiave della stagione: "Lo ripeto per l’ennesima volta, l’unica prestazione sbagliata è stato il secondo tempo di Lamezia".