Miramare, Battaglia difende la vendita: "Dopo i ribassi è arrivata un’offerta, può diventare un albergo e tornare a vivere”

Autore Grazia Candido | mer, 13 maggio 2026 19:50 | Battaglia Elezioni Vendita-Miramare Investimenti-Privati

Il candidato sindaco del centrosinistra a Reggio Politik spiega le ragioni delle alienazioni previste dal Comune 


Il candidato sindaco del centrosinistra Mimmo Battaglia interviene sul tema della vendita del Miramare e più in generale sulla scelta dell’amministrazione di alienare alcuni beni comunali, spiegando durante la trasmissione "Reggio Politik" le ragioni economiche e politiche che starebbero dietro alle operazioni avviate dal Comune.

Battaglia, intervistato dal giornalista Pasquale Romano, ha parlato apertamente della necessità di “fare i conti con i conti”, sottolineando come gli impegni assunti dall’ente con il governo impongano precise scelte amministrative.

“Fare i conti significa che tutte le suggestioni che ci diciamo in campagna elettorale devono poi trovare applicazione pratica - ha dichiarato -. Nel patto per il governo è prevista alla voce alienazioni una cifra tra gli undici e i dodici milioni di euro entro il 31 dicembre 2026. Se non alieniamo i beni, cosa raccontiamo poi?”.

Secondo il leader del centrosinistra, il rispetto degli accordi sottoscritti rappresenta una questione di credibilità istituzionale.

“Noi abbiamo firmato quel patto con il governo Draghi, ma oggi c’è il governo Meloni e dobbiamo essere credibili allo stesso modo, perché siamo sottoposti a una vigilanza”- ha spiegato.

Il candidato del centrosinistra ha quindi difeso il metodo del dialogo con tutte le istituzioni, rivendicando la necessità di confrontarsi con Regione e Governo senza “timori reverenziali” per tutelare gli interessi della città.

Al centro dell’intervento il futuro del Miramare, struttura storica oggi chiusa e oggetto di una possibile cessione ormai vicina alla fase del pre-contratto. Per Battaglia, la vendita non rappresenterebbe una perdita per la città, ma un’occasione di rilancio.

“Il Miramare oggi è chiuso. Se lo vendiamo, verrà riaperto. Chi potrà accusarci di avere fatto male?- ha affermato, sostenendo che l’interesse di investitori esterni sarebbe anche il segnale di una città tornata attrattiva e affidabile.

Battaglia ha poi ricordato il percorso seguito dall’amministrazione per arrivare alla trattativa attuale, spiegando che dopo i primi bandi andati deserti, il prezzo dell’immobile è stato progressivamente ridotto, come previsto dalle procedure.

“Dopo la prima gara il bene può tornare in discussione con un abbattimento del 20%, poi ancora del 20% e, probabilmente adesso che ha raggiunto una cifra, è diventato di interesse, infatti è arrivata un’offerta” - ha dichiarato.

Secondo il candidato, proprio l’arrivo di manifestazioni di interesse dimostrerebbe che la strategia adottata può consentire di recuperare immobili oggi inutilizzati e trasformarli in opportunità economiche e turistiche per la città. Battaglia ha inoltre respinto le accuse di “svendere i gioielli di famiglia”, spiegando che molti degli immobili interessati dalle alienazioni risultano inutilizzati o fermi da anni.

“Non si tratta di svendere i beni – ha detto – ma di dare una funzione a strutture oggi chiuse”.

Nel corso dell’intervista ha citato anche altri immobili cittadini, come il Mazzini e la questione dell’Archivio di Stato, sostenendo che l’obiettivo dell’amministrazione sarebbe quello di trovare nuove soluzioni capaci di mantenere servizi e attività sul territorio.

Nel caso del Miramare, Battaglia immagina la trasformazione della struttura in un albergo gestito da un gruppo privato: “Realizziamo due scopi: riportiamo un albergo in città e rispettiamo gli impegni assunti con il governo”.

Le dichiarazioni del candidato del centrosinistra sono destinate ad alimentare il dibattito politico cittadino, soprattutto tra quanti contestano la scelta di alienare beni storici del patrimonio comunale e chi invece, considera necessario attrarre investimenti privati per recuperare immobili oggi inutilizzati.


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