"Armonie senza Confini - Un incontro di voci, culture e tradizioni" ha sancito un gemellaggio artistico dal profondo significato
L’Aula Magna Quistelli dell’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria si è trasformata in un ponte di fratellanza e bellezza grazie all’evento "Armonie senza Confini - Un incontro di voci, culture e tradizioni". Protagonisti di una serata ricca di suggestione sono stati il Coro della Polifonica di Minsk e il Coro Polifonico dell’Ateneo reggino, protagonisti di un gemellaggio artistico capace di superare ogni barriera geografica e di toccare le corde più intime del numeroso pubblico presente.
L'iniziativa, promossa con il supporto del console onorario della Repubblica di Bielorussia a Reggio Calabria Francesco Milasi, ha fatto da cornice alla tappa conclusiva della tournée italiana del gruppo di Minsk. «Siamo onorati di chiudere la nostra tournée alla Mediterranea, che ci ha accolti con grande entusiasmo, per suggellare lo spirito di un evento che promuove l’amicizia e l’amore fra i popoli in un momento così particolare», ha dichiarato Milasi.
Il valore universale dell'arte è stato ribadito con forza dal Rettore dell’Ateneo, Giuseppe Zimbalatti, che ha ricordato il significato profondo della manifestazione: «L’arte e la musica sono elementi di unione, essenziali in un momento storico tanto delicato a livello internazionale e nazionale per lanciare un messaggio autentico di pace e fratellanza».
Sul piano musicale e umano, l’incontro ha rappresentato un'occasione rara di confronto e crescita reciproca. La direttrice del coro bielorusso, Maria Kalenik, ha parlato di «un’esperienza bellissima e di un’opportunità importante per scambiare idee non solo musicali, ma anche culturali», a cui ha fatto eco la fondatrice Olga Ivanova, sottolineando la vicinanza artistica e l'affetto profondo verso la cultura e il pubblico italiano. Sentimenti condivisi dal maestro Claudio Bagnato, direttore del coro dell’Università Mediterranea, per il quale il dialogo sul palco «è una risorsa che arricchisce entrambi e che permette di comprendere a fondo come instaurare una sinergia con una realtà di respiro europeo e mondiale».
A tracciare il senso dell'intero percorso è stata infine Gabriella Pultrone, delegata del Rettore per il CoroLab di Ateneo, rimarcando come la musica sia «un momento di unione, scambio e confronto al di là di ogni negatività», fondamentale per rafforzare il senso di comunità accademica e aprirsi al dialogo internazionale.
Tra applausi calorosi e l’emozione palpabile delle due formazioni schierate insieme, le note hanno dimostrato come l'armonia possa farsi speranza condivisa e linguaggio universale capace di unire i cuori.