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Reggio Calabria, il nubifragio devasta le case: «Ho perso tutto». L’appello disperato di Adele Laface

Autore Giorgia Rieto | mer, 21 ott 2026 15:10 | Maltempo Reggio-Calabria Nubifragio

Le immagini pubblicate su Facebook raccontano la devastazione provocata dal violento maltempo che ha colpito la città nel pomeriggio

L’acqua che invade le stanze, il pavimento completamente allagato, gli oggetti finiti sott’acqua e la consapevolezza di aver perso tutto. È lo scenario drammatico mostrato da Adele Laface in un video pubblicato su Facebook dopo il violento nubifragio che nel pomeriggio si è abbattuto su Reggio Calabria.

Le immagini parlano da sole e restituiscono tutta la disperazione di chi, nel giro di poche ore, si è ritrovato con la propria abitazione invasa dall’acqua e dalla fogna. Una casa che dovrebbe rappresentare un rifugio sicuro si è trasformata in un ambiente devastato, con conseguenze che vanno ben oltre i danni materiali.

Nel suo sfogo, Adele racconta di aver perso tutto e denuncia di non aver ricevuto, almeno fino al momento della sua testimonianza, l'aiuto atteso nonostante le richieste di intervento. Una situazione che aggiunge angoscia a una giornata già segnata dalla paura e dall'emergenza.

Ma quella di Adele non sarebbe una storia isolata. Altre persone stanno raccontando situazioni analoghe, tra abitazioni allagate, locali invasi da acqua, fogna e dai detriti e beni personali danneggiati o distrutti. Per alcune famiglie il problema non è soltanto ripulire casa o riparare ciò che è stato danneggiato: è capire come ripartire dopo aver perso ciò che avevano costruito nel tempo.

Intanto, la città fa i conti con le conseguenze del maltempo. I vigili del fuoco sono impegnati in numerosi interventi, chiamati a spostarsi da una zona all'altra per rispondere alle richieste di soccorso. Un quadro di difficoltà diffusa, nel quale le situazioni più gravi richiedono risposte tempestive e attenzione alle persone rimaste in condizioni di particolare vulnerabilità.

A rendere ancora più amaro il racconto dell'emergenza è anche il dibattito che si è acceso sui social. Mentre c'è chi documenta i danni e chiede aiuto, non mancano commenti di chi sostiene che non sia piovuto così tanto e interventi ironici sulla situazione.

Parole che rischiano di alimentare polemiche proprio mentre tante persone stanno cercando di affrontare le conseguenze concrete dell'alluvione. Per chi si ritrova con la casa sommersa, i mobili rovinati e gli effetti personali distrutti, la quantità di pioggia percepita da chi osserva dall'esterno conta poco: a parlare sono i danni e la difficoltà di tornare alla normalità.

Dietro ogni video ci sono persone, famiglie e storie diverse. Ci sono ore di paura, richieste di aiuto e la necessità di mettere in sicurezza le abitazioni, liberare gli ambienti dall'acqua e verificare ciò che è ancora recuperabile. E per chi ha perso tutto, il ritorno alla normalità potrebbe essere lungo e difficile.

La testimonianza di Adele Laface diventa così il simbolo di una sofferenza che merita ascolto, al di là delle polemiche e dell'ironia. Perché un'abitazione allagata non è soltanto un'immagine da condividere sui social: è la vita quotidiana di qualcuno che, dopo il nubifragio, rischia di non avere più un luogo sicuro in cui tornare.

Adesso, per queste famiglie, la priorità è una sola: ricevere assistenza concreta, verificare i danni e capire quali aiuti siano disponibili. Dietro l'emergenza meteorologica resta l'emergenza delle persone, di chi chiede di non essere lasciato solo proprio nel momento in cui ha più bisogno di una mano.



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