’Ndrangheta, Domenico Paviglianiti estradato dalla Spagna: sconterà oltre 19 anni di carcere

Autore Redazione Web | gio, 20 ago 2026 08:39 | Domenico-Paviglianiti Estadizione Spagna Ndrangheta

Il boss era stato arrestato il 26 giugno a Soria, nell’entroterra spagnolo, grazie alla collaborazione tra Guardia di Finanza e Policía Nacional

È rientrato in Italia Domenico Paviglianiti, ritenuto elemento di vertice dell’omonima cosca di ‘ndrangheta operante nel Reggino, con ramificazioni anche nel Nord Italia e all’estero.

L’Autorità giudiziaria spagnola ha disposto la consegna dell’uomo, nei cui confronti era pendente un Mandato di Arresto Europeo emesso nell’ambito di un ordine di esecuzione della Procura della Repubblica di Bologna. Paviglianiti dovrà scontare un cumulo di pene superiore a 19 anni di carcere per reati tra cui associazione mafiosa, omicidio e detenzione e porto di armi.

Il 26 giugno era stato individuato e arrestato a Soria, località dell’entroterra spagnolo a circa 200 chilometri da Madrid, all’uscita di un ristorante. L’operazione è stata condotta dalla Policía Nacional, in collaborazione con il G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, nell’ambito della cooperazione internazionale di polizia.

Paviglianiti, irreperibile dal 2022, è stato quindi preso in consegna a Madrid dal personale dell’Unità I-Can del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, affiancato dai militari della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, e trasferito all’aeroporto di Roma Fiumicino.

Dopo le procedure di identificazione e la notifica del mandato, l'uomo è stato affidato alla Polizia Penitenziaria e trasferito in carcere, dove sconterà la pena sotto la giurisdizione italiana.

La sua figura criminale è legata anche alla cosiddetta seconda guerra di ‘ndrangheta, avvenuta tra il 1985 e il 1991. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, Paviglianiti avrebbe avuto un ruolo di primo piano nello schieramento a sostegno della cosca De Stefano, contrapposta al gruppo Condello, in una fase segnata da numerosi omicidi e profondi mutamenti negli equilibri criminali della provincia di Reggio Calabria.

Nel corso degli anni è stato destinatario di diversi provvedimenti restrittivi e condanne definitive per reati particolarmente gravi, tra cui associazione di tipo mafioso, omicidio e traffico internazionale di sostanze stupefacenti.

L’arresto è maturato grazie al monitoraggio della rete di relazioni dell’allora latitante e alla collaborazione tra le autorità italiane e spagnole, con il contributo dell’Unità I-Can, della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga, del Comando Generale della Guardia di Finanza, dello S.C.I.C.O. e dell’Ufficiale di collegamento della Policía Nacional presso l’Ambasciata spagnola a Roma.

Aggiornamenti e notizie