Ad aprire il cartellone, nei locali della Chiesa Valdese reggina, la proiezione dell'opera incentrata sulla tragedia del 2023
Un percorso culturale e civile che oltrepassa i confini territoriali per farsi voce collettiva. Fino al 17 dicembre, il "Rosarno Film Festival - Fuori dal Ghetto" torna ad animare la Calabria con un ricco programma diffuso che tocca Reggio Calabria, Palmi, Cinquefrondi, Camini, San Ferdinando, Rosarno e Oppido Mamertina. Attraverso documentari, cortometraggi, spettacoli teatrali, presentazioni di libri, laboratori e dibattiti, la rassegna intreccia le storie e i volti delle comunità per accendere i riflettori su caporalato, disuguaglianze, razzismo, accoglienza e diritti umani.
Ad aprire il cartellone, nei locali della Chiesa Valdese di Reggio Calabria, è stata la proiezione di "Cutro 94… and more" di Angelo Resta, opera incentrata sul tragico naufragio del febbraio 2023 attraverso le testimonianze dirette di superstiti, soccorritori e cittadini. Il regista ha rimarcato il nucleo etico del suo lavoro: «Di esseri umani si sta parlando, questo è il punto di partenza. 94 sono le vittime accertate, ma quella notte probabilmente ce n'erano di più. Quando in mare si sta per affogare bisogna essere salvati», evidenziando come a causare la strage sia stato «un corto circuito tra il salvataggio e l'operazione di polizia».
L'uscita simbolica della rassegna dalla sola Piana di Gioia Tauro assume una rilevanza fondamentale per le realtà impegnate ogni giorno sul campo. Come sottolineato dalla diacona della Chiesa Valdese, Monica Natali, ospitare la prima del festival rappresenta «un gesto di profonda comunione nel lavoro con il territorio e con la rete del patto territoriale». Un filo conduttore che unisce il dramma di chi perde la vita in mare alla condizione di chi giunge sulla terraferma: «Queste persone non sono riuscite ad arrivare vive sulle nostre coste, ma ce ne sono altre che arrivano e, soprattutto in certi territori, iniziano un altro tunnel di sfruttamento e discriminazione». È proprio per spezzare questa spirale che il festival continua a mettere in rete scuole, autori e operatori sociali, trasformando la memoria in riscatto e consapevolezza.