Giornata di approfondimento promossa dall'assessore Straface in collaborazione con l'Ordine degli assistenti sociali
Garantire standard assistenziali omogenei su tutto il territorio regionale e colmare i divari nell'accesso alle tutele: con questo obiettivo si è svolta presso la Cittadella Regionale di Catanzaro una giornata di approfondimento dedicata ai Livelli essenziali delle prestazioni sociali (LEPS). L'iniziativa, promossa dall'assessore regionale al Welfare Pasqualina Straface in collaborazione con l'Ordine degli assistenti sociali della Calabria e aperta agli operatori dell'informazione, ha fatto il punto sugli strumenti cardine necessari per costruire una rete di protezione efficace e capillare.
«I diritti sociali devono essere esigibili allo stesso modo ovunque si viva», ha dichiarato l'assessore Straface, ribadendo che l'attuazione dei LEPS rappresenta la leva centrale per superare le disuguaglianze storiche e ricordando che «è nei territori e negli ambiti territoriali che le persone devono trovare sportelli, operatori e prese in carico».
Il confronto ha posto al centro tre direttrici strategiche per il sistema calabrese: dimissioni protette, pronto intervento sociale e supervisione professionale degli addetti ai lavori. Sul fronte socio-sanitario, Straface ha evidenziato che «quando un anziano esce da un ospedale deve avere la continuità assistenziale, altrimenti rischiamo di isolarlo e di portarlo ad una marginalizzazione». Altrettanto tempestiva deve essere la risposta di fronte alle urgenze: «Quando parliamo di persone senza tetto, di donne che devono lasciare la propria abitazione o di minori fragili, c'è la necessità di attivare subito il pronto intervento sociale». Una misura che si completa con il supporto a chi gestisce i servizi: «Chi oggi è a contatto della sofferenza e delle fragilità deve avere spazi di riflessione e sostegno concreto, perché solo così riusciamo a garantire la qualità dei servizi».
L'appuntamento ha offerto anche l'occasione per delineare lo stato di salute dei fondi dedicati alle politiche sociali regionali. L'amministrazione ha registrato un cambio di passo rispetto alle criticità ereditate, superando il blocco delle risorse ministeriali ferme al 2019 che costringevano il bilancio regionale ad anticipare le spese. Grazie alla sinergia tra il dipartimento regionale e gli ambiti territoriali sociali, sono state sbloccate tre annualità di risorse, aprendo una nuova stagione fondata non soltanto sulle rendicontazioni, ma sul controllo e sul monitoraggio puntuale della spesa sociale a beneficio delle comunità locali.