"È stato già un errore averla sradicata dal suo piedistallo". Il parroco della Chiesa degli Artisti "passa la palla" al sindaco Cannizzaro
A distanza di anni dal suo allontanamento, torna al centro del dibattito la scultura seicentesca dell’Angelo Tutelare. Don Nuccio Cannizzaro, parroco della chiesa di San Giorgio al Corso, ha rinnovato con fermezza il proprio appello alla nuova amministrazione comunale per riportare l'opera nella sua sede storica. Prelevata nel 2017 dalla piazzetta antistante la chiesa per consentire un restauro finanziato dal Rotary Club, la statua marmorea non è più rientrata all'aperto ed è rimasta collocata nell’atrio di Palazzo San Giorgio.
Il parroco ricorda come fin dal suo arrivo alla guida della parrocchia, nel 2018, abbia sollecitato gli interlocutori istituzionali: «È stato già un errore aver sradicato questa statua dal suo piedistallo per portarla altrove, perché il restauro si poteva fare sul posto». Una ferita aperta per la comunità, legata a un'opera posizionata davanti alla chiesa nel 1935 dopo essere stata recuperata dai depositi municipali, il cui forte vincolo religioso e identitario è testimoniato dallo scudo dell'angelo, sul quale è scolpita proprio l’effigie del santo patrono San Giorgio.
Don Nuccio esclude categoricamente l'esistenza di ostacoli tecnici o di conservazione all'esposizione esterna, citando anche rassicurazioni ricevute dalla Soprintendenza, e ravvisa nel blocco motivazioni di altra natura: «A mio avviso la posizione è ideologica, di qualcuno che non crede in niente e vuole trasformare la statua di un angelo in un feticcio di valori non più religiosi». Da qui l’invito diretto all'indirizzo del nuovo primo cittadino: «Passo la palla al sindaco e alla nuova amministrazione affinché si decidano: vederla ferma in quell’angolo da tanti anni è veramente indecoroso».