Un episodio che riaccende l'attenzione sul rispetto dei beni destinati al servizio pubblico e sul valore del volontariato
Secondo quanto comunicato dal Comitato, i responsabili avrebbero forzato il veicolo, rompendo il portellone laterale e un vetro, prima di impossessarsi della radio installata a bordo. Un episodio che ha provocato profonda amarezza e indignazione tra i volontari, impegnati quotidianamente nelle attività di soccorso e assistenza alla popolazione.
Non si tratta soltanto di un danno materiale o di un furto, ma di un gesto che colpisce direttamente un servizio destinato alla collettività. L'ambulanza, infatti, rappresenta uno strumento fondamentale per garantire interventi di emergenza e assistenza a chi si trova in difficoltà.
«L'ambulanza non è un semplice veicolo. È un presidio di solidarietà, è il simbolo di una presenza costante sul territorio, è il risultato dell'impegno di volontari che, spesso lontano dai riflettori e sacrificando il proprio tempo, scelgono di mettersi al servizio degli altri», sottolinea il Comitato.
Parole che restituiscono il senso di quanto accaduto e il valore di un mezzo che non appartiene soltanto all'associazione, ma rappresenta una risorsa per l'intera città. Danneggiare e sottrarre attrezzature da un'ambulanza significa, infatti, colpire un servizio che potrebbe rivelarsi indispensabile in qualsiasi momento per un cittadino.
Il Comitato di Reggio Calabria esprime la propria amarezza per l'accaduto e auspica che venga fatta piena luce sull'episodio, con l'individuazione dei responsabili.
Un ringraziamento è stato inoltre rivolto all'Arma dei Carabinieri per il pronto intervento.
«I mezzi della Croce Rossa sono patrimonio della collettività. Non appartengono soltanto a un'associazione, ma a tutti quei cittadini che, un giorno, potrebbero averne bisogno».
Un episodio che riaccende l'attenzione sul rispetto dei beni destinati al servizio pubblico e sul valore del volontariato, una risorsa fondamentale per il territorio reggino.