Dopo i furti che hanno colpito l’istituto, la dirigente Serafina Corrado ringrazia i Carabinieri, le famiglie e la comunità
Quasi tutta la refurtiva sottratta all’Istituto comprensivo “Falcomatà-Archi” è stata recuperata. Un risultato che restituisce fiducia alla comunità scolastica dopo i recenti episodi delittuosi che hanno colpito l’istituto e che diventa l’occasione per rilanciare un messaggio forte di legalità, responsabilità e tutela del bene comune.
A esprimere soddisfazione è la dirigente scolastica Serafina Corrado, che ha voluto ringraziare quanti hanno contribuito al raggiungimento del risultato, trasformando una vicenda dolorosa in un momento di riflessione sul ruolo della scuola e sul valore della collaborazione tra istituzioni, famiglie e territorio.
Il ringraziamento ai Carabinieri di Archi
Un riconoscimento particolare è stato rivolto ai Carabinieri della Stazione di Archi, guidati dal comandante Giuseppe Contartese, per la tempestività degli interventi, la professionalità e l’impegno nelle attività di accertamento e ricerca che hanno consentito di recuperare quasi tutti i beni sottratti.
La dirigente ha espresso gratitudine anche a don Danilo, che durante l’omelia della domenica precedente aveva invitato la comunità a interrogarsi sul valore della coscienza individuale e sulla responsabilità di ciascuno nei confronti degli altri.
Parole di apprezzamento sono state rivolte ai genitori del Consiglio d’Istituto, ai docenti e alle famiglie di Archi, per la vicinanza dimostrata e per il contributo quotidiano alla costruzione di una comunità fondata sul rispetto e sulla solidarietà.
«Lo Stato siamo noi»: la scuola al centro della legalità
Al di là del valore materiale dei beni recuperati, per la dirigente la vicenda richiama una questione più profonda: il rispetto di ciò che appartiene a tutti.
Gli strumenti didattici, le attrezzature e gli spazi scolastici non sono semplici oggetti, ma risorse destinate alla formazione e alla crescita degli studenti. Sottrarli significa colpire un’intera comunità e privare i ragazzi di opportunità importanti per il loro percorso educativo.
Da qui il richiamo a un principio fondamentale: «Lo Stato siamo noi». La legalità, sottolinea la dirigente, non è soltanto una questione di regole e sanzioni, ma si costruisce attraverso i comportamenti quotidiani, il rispetto degli spazi comuni e la consapevolezza che ogni azione produce conseguenze sulla collettività.
Nel suo messaggio, Corrado rivolge inoltre un appello alle coscienze, richiamando la possibilità di compiere scelte diverse e di intraprendere percorsi di responsabilità, senza anticipare giudizi che spettano agli organi competenti.
Un messaggio per gli studenti e per tutta Archi
La vicenda diventa così anche un’occasione educativa per gli studenti, chiamati a riconoscere nella scuola non soltanto un luogo di istruzione, ma uno spazio da custodire e rispettare.
La dirigente ribadisce l’importanza di un’educazione alla legalità che non si limiti all’apprendimento delle norme, ma si traduca in gesti concreti di cittadinanza, rispetto reciproco e partecipazione.
Il recupero della refurtiva rappresenta un risultato significativo, ma la sfida resta quella di rafforzare il legame tra scuola e territorio, coinvolgendo famiglie, istituzioni, realtà religiose e Forze dell’Ordine in un impegno condiviso.
Il messaggio che arriva dall’istituto “Falcomatà-Archi” è chiaro: davanti a episodi che feriscono la comunità, la risposta non può essere soltanto la ricerca dei responsabili, ma anche la capacità di ricostruire fiducia e promuovere una cultura del rispetto.
«La scuola è un bene di tutti. Difenderla significa difendere la possibilità di un futuro migliore», è il messaggio conclusivo della dirigente Corrado.
Un richiamo che va oltre le mura dell’istituto e coinvolge tutta la comunità di Archi: proteggere la scuola significa proteggere il futuro dei ragazzi e riconoscere che la legalità è una responsabilità condivisa.