Bivongi, il Festival del Vino accende i riflettori sull'enoturismo: identità, lavoro e riscatto del territorio

Autore Redazione Web | dom, 25 ott 2026 17:03 | Bivongi Enoturismo Festa-Del-Vino Aree-Interne Sviluppo

Proseguono gli appuntamenti della prima edizione dell'evento con l'obiettivo di stimolare l'economia delle aree interne

Proseguono a Bivongi gli appuntamenti della prima edizione del Festival del Vino, manifestazione ideata per valorizzare le eccellenze vitivinicole calabresi e promuovere il territorio come meta d'elezione per l'enoturismo. L'iniziativa punta a trasformare il vino in un ambasciatore capace di raccontare comunità, paesaggi e tradizioni locali, aprendo a nuove forme di accoglienza in grado di attrarre visitatori e stimolare l'economia delle aree interne.

Nel corso delle tavole rotonde e degli incontri di approfondimento, operatori del settore ed esperti hanno tracciato le linee guida per rendere la filiera enoica un reale volano di sviluppo. Guido Mignolli, direttore del Gal Terre Locridee, ha rimarcato la necessità di una visione integrata per le realtà produttive locali: «Parlare di enoturismo vuol dire parlare soprattutto della possibilità di associarci dell'altro. Dobbiamo impregnare questo territorio di luoghi in cui il vino traina le altre risorse: i prodotti tipici, la storia e la cultura». Per Mignolli, la chiave vincente non risiede solo nella vendita commerciale fuori dai confini regionali, ma nella capacità di generare attrattività sul posto.

Un modello di crescita che guarda con attenzione anche alla dimensione etica e occupazionale, come sottolineato da Mariaelena Senese, segretaria generale della Uil Calabria: «Dobbiamo avere la capacità di costruire filiere che rendano competitive le nostre eccellenze, trasformando la qualità del prodotto in sviluppo diffuso per questo territorio, in buona occupazione e in salari dignitosi».

Per imporsi sul mercato turistico, tuttavia, occorrono narrazione strategica e identità chiara. A metterlo in evidenza è stato Matteo Casagrande Paladini, direttore generale di Colline e Oltre S.p.A., che ha evidenziato il potenziale inespresso del turismo lento nei borghi: «Nell'enoturismo abbiamo una grande leva di sviluppo, ma la comunicazione non può essere generalista e limitarsi a richiamare la buona tavola o i paesaggi. Dobbiamo imparare a livello locale a identificare un punto della nostra storia che ci differenzi davvero rispetto agli altri».

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