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Furto al Museo di Messina, Cagliostro: "Perdita gravissima, servono più investimenti per la sicurezza"

Autore Redazione Web | gio, 20 ago 2026 15:54 | Marisa-Cagliostro Furto Museo-Messina Antonello-Da-Messina Sicurezza

L'ex docente dell'Università Mediterranea lancia anche un appello per tutelare la Pinacoteca Civica di Reggio Calabria

Il furto di quattro tavole del grande pittore Antonello da Messina dal Museo Regionale della città siciliana dello Stretto ha sollevato un’ondata di preoccupazione per la sicurezza delle opere d’arte italiane, portando al centro dell'attenzione la vulnerabilità del nostro patrimonio culturale. La notizia è stata definita clamorosa non solo per l’importanza delle opere, ma anche per le modalità in cui è avvenuto il colpo: i ladri avrebbero agito quando l'allarme era in funzione e, come ha dichiarato la direttrice del museo, nonostante vi fossero quattro addetti presenti, nel frattempo trasferiti in attesa di eventuali provvedimenti disciplinari.

Marisa Cagliostro, già docente di Storia dell’Arte all’Università Mediterranea e presidente dell'Associazione Ulysses, non esita a esprimere, ai microfoni di ReggioTV, il suo disappunto per la situazione, ma preferisce non azzardare ipotesi sulle modalità del furto, confidando nell'operato delle forze dell'ordine: "Lasciamo che siano i magistrati e soprattutto i carabinieri del nucleo tutela, che hanno grande esperienza di recupero, a cercare questa refurtiva preziosa e restituirla". Cagliostro sottolinea l'importanza di Antonello da Messina, non solo come autore locale, ma come "un personaggio importante del Rinascimento italiano, un pittore di cui non si hanno moltissime opere, quindi per questo è ancora più grave questa mancanza".

La gravità del furto è accentuata dalla specificità dell'artista, che, pur essendosi formato in ambito meridionale, ha saputo integrare influenze venete e della pittura fiamminga. "La perdita è gravissima", continua Cagliostro, evidenziando il valore unico di queste opere.

La Pinacoteca Civica di Reggio Calabria, che ospita a sua volta due importanti tavolette di Antonello da Messina, la “Visita dei tre angeli ad Abramo” e il “San Girolamo penitente nel deserto”, diventerà presto la nuova casa anche per l'"Ecce Homo".

In un momento in cui la sicurezza dei beni culturali è messa a dura prova, l'ex docente lancia un appello al nuovo sindaco di Reggio Calabria e alle istituzioni tutte: "Mi auguro che ci sia una migliore tutela e valorizzazione dei beni culturali comunali. Negli ultimi anni un po' cercato di risparmiare sugli investimenti, cosa che non produce assolutamente buoni risultati". L'ex docente della "Mediterranea" sottolinea inoltre la necessità di adeguare gli impianti di sicurezza, di climatizzazione e i restauri, che "vanno posti in bilancio anche dei Comuni e delle Regioni", ricordando che anche i musei civici "debbono trovare modo di adeguarsi agli standard medi internazionali".

Il furto di Messina non deve essere solo un monito per la Sicilia, ma un campanello d'allarme per l'intera nazione. È tempo che le istituzioni investano nella sicurezza e nella valorizzazione del patrimonio culturale, affinché non si debbano più piangere perdite così gravi. La tutela delle opere d'arte non è solo una questione di conservazione, ma un dovere morale nei confronti delle generazioni future.

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