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L’ultimo abbraccio tra le fiamme: Carlo e Angela trovati stretti l’uno all’altra nel relitto dell’ultraleggero precipitato sui monti di Fuscaldo

Autore Giorgia Rieto | gio, 20 ago 2026 14:16 | Ultraleggero Fuscaldo

In mezzo alla tragedia, mentre intorno a loro restavano soltanto le tracce dell’impatto e delle fiamme, loro erano ancora insieme


Li hanno trovati abbracciati, l’uno accanto all’altra, all’interno dell’abitacolo dell’ultraleggero precipitato sui monti di Fuscaldo. Una scena che, nel silenzio drammatico del luogo dell’incidente, ha colpito profondamente anche i soccorritori arrivati sul posto.

Davanti a loro non c’era soltanto il relitto di un velivolo distrutto dall’impatto e poi divorato dalle fiamme. C’erano Carlo Arnulfo e Angela Buccico, ancora stretti in un abbraccio. Un’immagine che, in mezzo alla devastazione, ha avuto la forza di raccontare qualcosa che nessuna ricostruzione tecnica potrà mai spiegare fino in fondo.

Per chi è abituato a intervenire davanti alle tragedie, a cercare persone tra le lamiere e a confrontarsi con scene difficili, trovarsi davanti a due vittime abbracciate deve essere stato un momento particolarmente doloroso. Un istante sospeso, nel quale anche il lavoro dei soccorritori si è inevitabilmente intrecciato con la dimensione più umana della tragedia.

Il velivolo era precipitato sui monti di Fuscaldo, prendendo fuoco dopo l’impatto. Carlo e Angela, entrambi avvocati, non hanno avuto scampo.

Ma quell’abbraccio è rimasto negli occhi di chi è arrivato per primo sul luogo della tragedia.

Non è soltanto il dettaglio più struggente emerso dai rilievi. È l’immagine di due persone che, nel momento in cui tutto è finito, sono state trovate ancora vicine. E per i soccorritori, abituati a vedere la morte nel suo volto più duro, quell’immagine ha probabilmente avuto un significato diverso: tra ciò che restava dell’aereo, tra le lamiere e i segni dell’incendio, c’era ancora un gesto umano.

Le salme sono state rimosse nella serata di ieri, al termine dei rilievi, dall’equipe di Medicina legale dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Catanzaro, diretta dalla dottoressa Isabella Aquila. Sarà l’autopsia, disposta dalla Procura della Repubblica di Paola, a fornire ulteriori elementi sulle cause e sulle modalità della morte.

La Procura intende inoltre affidare un incarico tecnico per accertare le possibili cause della caduta del velivolo, verificare eventuali responsabilità colpose e stabilire il corretto funzionamento dei dispositivi di sicurezza del biposto. Saranno nominati un componente dell’Aeronautica Militare e un ingegnere di fiducia della Procura.

Restano le indagini, le domande e soprattutto il dolore delle famiglie.

Ma resterà anche quella scena, impressa negli occhi di chi ha raggiunto per primo quel relitto: Carlo e Angela, abbracciati.

In mezzo alla tragedia, mentre intorno a loro restavano soltanto le tracce dell’impatto e delle fiamme, loro erano ancora insieme.

È stato il loro ultimo abbraccio. E anche il primo racconto silenzioso di questa tragedia.


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