All'imprenditore reggino, residente in Svizzera, era stato promesso il San Giorgio d'Oro poi mai assegnato per lo "smarrimento della pratica"
Doveva essere il simbolo della riconoscenza di un’intera città verso un uomo che, mettendo a rischio la propria vita, aveva salvato decine di giovani durante la tragedia di Crans-Montana. Invece, a mesi di distanza, il San Giorgio d’Oro annunciato per Paolo Campolo non è mai arrivato. E adesso la vicenda si trasforma in un caso politico e istituzionale.
Paolo Campolo, originario di Reggio Calabria ma residente in Svizzera, era diventato noto dopo il drammatico incendio avvenuto nella notte di Capodanno a Crans-Montana. In mezzo alle fiamme e al caos, intervenne per aprire una via di fuga e aiutare molti ragazzi intrappolati nel locale, riportando anche conseguenze fisiche dovute al fumo respirato durante i soccorsi. Il suo gesto venne raccontato dai media italiani e svizzeri come un esempio straordinario di coraggio e altruismo.
"Nei giorni immediatamente successivi alla tragedia - racconta Paolo Campolo - l’allora sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, aveva annunciato sui social l’intenzione di conferirmi il San Giorgio d’Oro. Nello stesso post, il primo cittadino mi aveva definito un 'eroe reggino'. Ne rimasi onorato. Ma subito dopo ci fu il silenzio assoluto. Mesi interi senza comunicazione e senza un contatto ufficiale".
"Alla vigilia di San Giorgio - prosegue Campolo - la mia famiglia apprese che il Comune aveva smarrito la pratica. Il silenzio da parte dell'amministrazione continua ancora oggi e ciò dimostra assoluta incoerenza. Questi stessi politici sbandierano valori come serietà e responsabilità. Qui si tocca il fondo dell'ipocrisia".