Landini a Lamezia: “Serve ascolto dal governo, il Ponte non è una priorità”

Autore Redazione Web | ven, 08 maggio 2026 17:29 | Ponte-Sullo-Stretto Landini Calabria

Il segretario CGIL critica le scelte dell’esecutivo: “Si investa su infrastrutture e transizione energetica, non su opere non urgenti”

A Lamezia Terme, il segretario generale della CGIL Maurizio Landini è tornato a criticare le scelte dell’esecutivo, intervenendo sul dibattito legato al decreto Ponte e più in generale sulle priorità infrastrutturali del Paese.

Parlando con i giornalisti, Landini ha sottolineato come, a suo avviso, il Governo dovrebbe “avere l’umiltà di ascoltare quello che dicono le persone”, evidenziando una distanza tra le politiche in atto e le esigenze reali dei cittadini. Secondo il leader sindacale, il risultato del recente confronto politico e referendario rappresenterebbe un segnale chiaro: una parte consistente del Paese non condividerebbe l’attuale impostazione delle scelte governative.

Nel mirino resta soprattutto il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina, che per Landini non rappresenta una priorità. “Non credo che nessun italiano pensi che il proprio problema si risolva con il Ponte”, ha dichiarato, sostenendo invece la necessità di investire su ferrovie, strade e infrastrutture già esistenti, considerate più urgenti e strategiche.

Il segretario della CGIL ha poi allargato lo sguardo al tema energetico, richiamando la necessità di una vera autonomia energetica che non si limiti all’installazione di impianti, ma comprenda anche la capacità industriale di produrli. In questo senso, ha citato il potenziale dell’Italia nel Mediterraneo, evidenziando come il Paese potrebbe puntare maggiormente su sole, vento e acqua, seguendo modelli già adottati da altri Stati europei.

Landini ha inoltre richiamato l’esempio della Spagna, che secondo la sua analisi avrebbe investito con maggiore decisione nelle rinnovabili, ottenendo benefici sul costo dell’energia e sulla capacità di attrarre investimenti esteri. Una situazione che, a suo giudizio, evidenzia il ritardo italiano in settori strategici come automotive, chimica e siderurgia, oggi in forte difficoltà.

Un intervento, quello del leader sindacale, che riapre il confronto politico sulle priorità infrastrutturali ed energetiche del Paese, tra grandi opere e investimenti strutturali di lungo periodo.

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