Il movimento condivide l’appello di ACLI, ANPI, ARCI, Libera e Pax Christi e chiede il coinvolgimento delle Corti internazionali sulla vicenda
MPA venticinqueaprile prende posizione sulla vicenda della Global Sumud Flotilla, esprimendo pieno sostegno al comunicato congiunto diffuso da ACLI, ANPI, ARCI, Libera e Pax Christi dopo il sequestro delle imbarcazioni della missione umanitaria da parte delle forze armate israeliane in acque internazionali.
Nel documento condiviso dal movimento si parla apertamente di un caso politico e giudiziario internazionale che coinvolge il governo israeliano guidato da Benjamin Netanyahu, accusato di aver compiuto un’azione contraria al diritto internazionale, marittimo ed europeo.
Al centro della vicenda ci sono Thiago Avila, cittadino brasiliano, e Saif Abukeshek, cittadino spagnolo-svedese di origine palestinese, fermati dopo l’intercettazione della flottiglia diretta verso Gaza. Secondo quanto riportato dalle associazioni firmatarie, un tribunale israeliano avrebbe prorogato la loro detenzione fino al 5 maggio, mentre i legali contestano la competenza giurisdizionale di Israele sostenendo che l’operazione sia avvenuta fuori dalle acque territoriali israeliane.
MPA venticinqueaprile sottolinea la richiesta avanzata alle principali Corti internazionali, tra cui la Corte Internazionale di Giustizia, la Corte Penale Internazionale, la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, la Corte di Giustizia dell’Unione Europea e il Tribunale Internazionale per il diritto del mare, affinché venga fatta chiarezza sulla legittimità dell’intervento militare.
Secondo le associazioni, l’abbordaggio della flottiglia non può essere considerato un semplice episodio legato alla sicurezza marittima, ma rappresenterebbe una violazione della libertà di navigazione e della tutela delle missioni umanitarie civili.
Particolare attenzione viene posta anche sulla presenza di imbarcazioni battenti bandiera italiana. Le organizzazioni ricordano infatti che, in base al diritto marittimo internazionale, le navi italiane in acque internazionali ricadono sotto la giurisdizione dello Stato italiano. Per questo motivo viene chiesto al Governo Meloni un intervento diplomatico e giuridico immediato per ottenere la liberazione dei fermati e verificare eventuali responsabilità internazionali.
Nel comunicato si richiama inoltre la posizione già espressa nei giorni scorsi dal Governo italiano e da quello tedesco, che avevano manifestato preoccupazione per il sequestro della flottiglia al largo della Grecia, invitando al rispetto del diritto internazionale.
MPA venticinqueaprile ribadisce quindi la propria vicinanza alle organizzazioni coinvolte nella missione umanitaria e rinnova la richiesta di tutela dei diritti umani e della libertà di navigazione internazionale.