Una misura fiscale che punta ad attrarre pensionati dall’estero nei piccoli comuni del Meridione
L’Italia conferma e rafforza uno degli strumenti fiscali pensati per attrarre nuovi residenti nelle aree del Mezzogiorno: la flat tax al 7% destinata ai pensionati che trasferiscono la residenza dall’estero in alcuni comuni del Sud.
La misura, introdotta con la Legge di Bilancio 2019, consente ai titolari di pensione erogata da soggetti esteri di pagare un’imposta sostitutiva dell’IRPEF pari al 7% su tutti i redditi prodotti all’estero, per una durata fino a nove anni.
Dove si può accedere al beneficio
Il regime agevolato è valido per chi si trasferisce in un comune con meno di 30mila abitanti situato in Sicilia, Calabria, Sardegna, Campania, Basilicata, Abruzzo, Molise e Puglia. Il limite iniziale di 20mila residenti è stato infatti innalzato dalla recente normativa sulle PMI approvata nel 2026.
Sono inclusi anche alcuni comuni delle aree colpite dal terremoto dell’Aquila del 2009, ampliando così la platea dei territori interessati.
Requisiti principali
Secondo l’Agenzia delle Entrate, possono accedere al regime i pensionati che:
Come si accede e si paga
L’agevolazione si attiva tramite dichiarazione dei redditi nel primo anno di trasferimento della residenza. L’imposta sostitutiva va versata ogni anno entro la scadenza del saldo IRPEF, in un’unica soluzione tramite modello F24, utilizzando il codice tributo dedicato.
Quando si perde il beneficio
La flat tax decade se:
In caso di decadenza, non è possibile riattivare nuovamente il regime.
L’obiettivo della misura
La finalità della norma è attrarre pensionati stranieri nei piccoli comuni del Sud Italia, favorendo ripopolamento, consumo locale e investimenti immobiliari in aree a rischio spopolamento.