Un vuoto finanziario da oltre 16 miliardi blocca la Salerno–Reggio Calabria, mentre la politica locale si rifugia in promesse marginali
La verità emerge chiaramente dai documenti ufficiali del Governo: l’Alta Velocità lungo la direttrice Salerno–Reggio Calabria è ben lontana dal diventare realtà. L’allegato infrastrutturale al Documento di finanza pubblica 2025 fotografa una situazione critica, con risorse nettamente insufficienti rispetto ai costi previsti. A sottolinearlo è il PD – Federazione Metropolitana.
Per i primi lotti dell’opera sono attualmente disponibili circa 12 miliardi di euro, a fronte di una stima complessiva già salita a 17,5 miliardi. Un divario di oltre 4 miliardi necessario solo per raggiungere Praia a Mare. Ancora più preoccupante il quadro per il completamento fino a Reggio Calabria: mancano all’appello ulteriori 12,8 miliardi, mentre nello stato di previsione del Ministero dell’Economia risultano stanziati appena 11 milioni.
Numeri che non lasciano spazio a interpretazioni: non si tratta di ritardi tecnici, ma di una mancanza strutturale di coperture finanziarie che rende l’opera, nei fatti, una promessa senza tempi certi. Una condizione che penalizza direttamente la Calabria, già fortemente svantaggiata sul piano infrastrutturale, e incide sul diritto alla mobilità dei cittadini.
Il rischio concreto è quello di una marginalizzazione permanente. Ad oggi, infatti, non esiste nemmeno un progetto approvato per il completamento dell’Alta Velocità fino a Reggio Calabria. I cantieri si fermano a Praia a Mare, a circa 250 chilometri dalla città dello Stretto, lasciando l’intero territorio calabrese privo di una connessione ferroviaria moderna e competitiva.
In questo contesto, stride la narrazione politica emersa negli ultimi giorni a Reggio Calabria. Durante un’iniziativa pubblica in Piazza De Nava, il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto ha lanciato l’idea di una funivia turistica come intervento simbolico per la città. Sulla stessa linea il candidato sindaco Francesco Cannizzaro, che ha rilanciato con la proposta di un tunnel sotto via Marina.
Progetti suggestivi, ma che appaiono scollegati dalle reali priorità infrastrutturali del territorio. Nessun riferimento, infatti, alle grandi opere strategiche, né una presa di posizione netta nei confronti del Governo nazionale per colmare il gap finanziario dell’Alta Velocità.
Una scelta che solleva interrogativi politici evidenti. Chi oggi governa la Regione e rappresenta la maggioranza a livello nazionale avrebbe la possibilità di rivendicare con forza gli investimenti necessari per completare un’infrastruttura cruciale per il futuro della Calabria. E invece, almeno sul piano comunicativo, il dibattito si sposta su interventi di impatto limitato.
Il risultato è un territorio che continua a rimanere ai margini delle grandi reti di mobilità, mentre il resto del Paese accelera. Una distanza, non solo geografica, che rischia di diventare sempre più difficile da colmare.